Vangelo domenica 12 maggio 2024 Gv 15-9,17 – “Rimanete sempre nel mio amore!”.

“Così come il Padre ama me, allo stesso modo io amo voi. Rimanete sempre nel mio amore! Osservate i miei comandamenti e rimarrete sempre nel mio amore.

Così come io ho osservato i comandamenti del Padre mio che è nei Cieli e rimango nel suo amore.

Tutto quello che vi ho detto, è perché la mia gioia sia in voi, e la vostra gioia sia completa. E il mio comandamento è questo: Che vi amiate gli uni e gli altri, come Io ho amato voi. 

Nessuno può avere amore più grande di questo: Dare la vita per i suoi amici. Voi siete miei amici se rispetterete i miei comandamenti.

Io non vi chiamo servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma ho detto che siete miei amici, e tutto quello che ho udito dal Padre, l’ho fatto conoscere anche a voi.

Non siete stati voi a scegliere me, ma io ho scelto voi, e vi ho riconosciuto presso il Padre perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto rimanga fino alla fine.

Così che tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve lo dia. Questo è quello che vi comando: Amatevi gli uni e gli altri”.

1° Prima di iniziare il mio consueto commento, vorrei offrire a tutti i lettori una chiave di lettura: quasi tutte le parabole sono delle metafore. E come tali devono essere lette e interpretate. Anche alcuni miracoli sono metafore, come camminare sull’acqua, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, trasformare l’acqua in vino, ecc.

 2° Attenzione: Non sono solo delle metafore, ma anche delle profezie. Leggete con attenzione e poi cercate di interpretarle in senso profetico. Es: Il seminatore. Interpretazione profetica: noi raccoglieremo i frutti del nostro seminare.

Prefazione: parole in libertà.

Giovanni fa dire a Cristo: “… come Io ho amato voi”. Giovanni, come ho scritto in altre pagine, interpreta la parola di Gesù. Lo interpreta là, dove necessita per la sua complessità, ma non dove, da sé, è chiara, esplicita, esaustiva.

Ha perfettamente capito chi è il Cristo, ne ha compreso il messaggio al limite estremo delle sue possibilità e l’ha tramandato meglio che ha potuto. Fra gli Apostoli, a mio giudizio, è chi meglio rappresenta la divinità Cristica e nello stesso tempo è l’Apostolo che meglio di tutti ha compreso chi, o cosa è Dio.

Lo dimostra ampiamente nelle pagine del suo Vangelo. Gesù ci lascia solo un comandamento, che comandamento poi non è: -Amatevi gli uni e gli altri… – Esiste solo un modo per definire Dio: Dio è Amore infinito, assoluto, libero.

Siamo nel campo degli assoluti. Il relativismo umano, o se vogliamo, il relativismo dell’ambiente del divenire, nel quale noi siamo, è lasciato fuori dalla porta. Le leggi Universali sono eterne per la loro perfezione, ma la loro attuazione si svolge in ambienti ed epoche evolutive.

Solo così la “durezza”, la “determinazione”, “l’assolutismo”, la “precisione” delle Leggi divine è attenuata, reso accessibile e attuabile anche da noi.

L’amore che Cristo ci ha fatto conoscere con le sue parole e con il sacrificio della sua vita è per noi comprensibile solo dopo un lungo processo di apprendimento, di sperimentazione, di comprensione, di attuazione: Evoluzione dei comportamenti, Evoluzione mentale, Evoluzione Spirituale.

Questo percorso noi lo faremo all’interno della creazione dal suo inizio alla sua fine. Cristo si propone come mediatore fra noi e Dio. Dimostra la sua “divinità” sacrificando la sua vita in un estremo gesto di Amore.

Un amore che non ha nulla di superiore a lui poiché è Amore divino, è Dio, perché chiunque è nel Padre, il Padre è in lui.

Commento al Vangelo.

Un dibattito infinito quello sull’Amore. Così semplice, ma allo stesso modo così complesso, così difficile da mettere in pratica. Perché? Perché noi siamo progettati per la sopravvivenza, per la procreazione. Due istinti primordiali ai quali non possiamo sottrarci.

All’interno dei nostri istinti atavici c’è, potente, il richiamo dell’amore. Un richiamo che viene dal nostro Io profondo, dalla nostra parte spirituale, ma esso si fonde con la nostra parte materiale.

Così l’amore, quale leva potente, mescolandosi con la materia porta in attuazione il disegno divino che vuole che la nostra ascesa alla divinità avvenga graduale, per epoche evolutive. A nessuno di noi è impedita un’evoluzione spirituale rapida, anche quasi immediata, ma l’amore vuole che non sia un atto egoistico che mira solo a sé stessi.

L’amore vuole che tutti noi ci si salvi. Non permette che chi si salva se ne vada e lasci gli altri in un mare di guai. Supera qualsiasi atto individuale, personale, di gruppo. L’amore divino è un atto assoluto, non ha tracce di relativismo.

Ecco la difficoltà a capirlo, a metterlo in pratica. Noi mescoliamo l’amore con l’utilità, con il profitto. Nessun essere umano nasce con la vocazione al martirio, l’istinto di sopravvivenza non lo permette. Tutta l’umanità è dotata d’intelligenza. Tutto in noi è dualismo. Istinto e ragione.

La ragione mitiga l’istinto. La ragione ci permetterà di avvalerci delle nostre prerogative divine per apprendere le vie dell’amore spirituale, quello senza profitto, per metterlo in pratica in tutte le occasioni della vita, di gioirne una volta che lo abbiamo conosciuto.

Non c’è gioia superiore alla gioia che l’amore può darci. Una gioia che non sarà legata a nulla di materiale, che viene dal nostro profondo, di cui poco o nulla sappiamo se non il fatto che esiste o che speravamo esistesse. Abbiamo tutto quello che ci serve per arrivare alla nostra divinità: l’ambiente, il tempo, gli strumenti, Cristo.

Non esiste nulla di simile a Gesù e alla sua predicazione in nessuna religione al mondo. La ragione è molto semplice, perché il Cristianesimo non è una religione. Nel momento stesso che lo diventa, cambia, si trasforma, si contamina.

Ecco perché noi siamo dei cattolici e non dei cristiani. Almeno in questo c’è onestà. Ma questa è l’unica cosa onesta, sincera, tutto il resto è inganno. L’inganno parte dalla raffigurazione di Dio. Dio è amore, solo amore, Amore infinito e libero.

Qualsiasi altra raffigurazione, qualsiasi comandamento a lui attribuito al di fuori dell’amatevi gli uni e gli altri è invenzione, inganno, una fantasia delle religioni.

Alcune piccole note. Vi siete mai chiesti quali sono le leggi che ha emanato Dio, o che può emanare un Dio? Alcuni risponderanno i dieci comandamenti.

Mi dispiace ma non sono d’accordo. Jaweh non è un Dio e sarò breve. Lui è stato il primo a infrangere le leggi che ha emanato. In Esodo, in Numeri, in Giosuè, con Elia. Uguale ha fatto Mosè nella conquista della terra promessa ecc.

I comandamenti sino stati infranti dalle religioni del ceppo di Abramo! Tutte indistintamente e in ogni tempo a venire fino ad oggi: questa è la realtà.

Dio non ha emanato nessuna legge! Perché un comandamento, o una legge, sarebbe contraria alla Legge d’Amore. E non mi risulta che l’abbia trasgredita.

Noi, esseri umani, abbiamo fatto carta straccia dei comandamenti dato che ci facciamo la guerra da quando esistiamo.

Kant. Nei suoi scritti ha parlato dell’amore: l’Amore non si può comandare. Ed io aggiungo che l’amore esiste solo nell’assoluta libertà. Padre Aldo Bergamaschi afferma che l’amore deve essere senza profitto alcuno.

Gesù. Il figlio dell’uomo, non ci ha dato un comandamento, la sua era un’esortazione. perché un comandamento è contrario alla legge d’amore.

Brevemente.

Dio ci ha perdonato.  La legge d’Amore non è una legge ma un modo di essere. Dio aspetta che noi facciamo la nostra scelta, volontariamente. Il percorso è individuale. Nessuno è maestro. Nessuno ha parlato con Dio. Ogni miracolo, secondo la legge d’amore, è un’ingiustizia divina. Possiamo solo dare l’esempio.                                                                                     

 M.G.

Le mie analisi seguono una linea spirituale, filosofica e pedagogica. In mancanza dei presupposti di base, passo all’analisi filologica, o storica dell’articolo, non teologica.

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