Mens Sana 15

La grande avventura

Cap. 15 – Una lingua comune. – 2° parte.

 Così, come va il mondo oggi, prevale l’orientamento ad adottare la lingua Inglese come lingua comune. Non aspettiamo che sia il futuro a rivelarci l’errore che stiamo commettendo poiché porta nel suo DNA una grande Ingiustizia”.

La domanda: “Perché un gruppo, che rappresenta a malapena il dieci percento dell’umanità, non deve fare la stessa fatica che faremo noi, per un terzo della nostra vita? In virtù di quale privilegio ne sono esentati? Forse per volere Divino? Per superiorità di razza? Perché sono dei prepotenti?”

Non solo. Anche per arroganza politica, economica, e per puro egoismo. Dunque, non solo per un semplice fatto di supremazia militare. Inoltre, l’economia non è mai democratica. Deve sempre generare un profitto. Non s’interessa alle persone, ma avvantaggia il profitto a tutti i costi.

Noi, come il resto del mondo, siamo quindi il territorio di una nuova e più moderna colonizzazione? Causata da una nazione dominante che impone al resto dell’umanità una lingua comune?

E solo perché mossa da motivi di egemonia economica? Questa non è la globalizzazione: è una palese “Colonizzazione”. Quindi al diavolo l’amicizia fra i popoli, il siamo tutti fratelli, e la pace come sistema di vita.

L’unico vero atto di giustizia che potremmo mettere in campo sarà quello che tutta l’umanità decida di adottare una lingua inventata come l’Esperanto. Poi si vedrà cosa ci riserva il futuro.

 In questa “fatica” saremo tutti alla pari. L’umanità unita per un bene comune superiore a tutti gli interessi economici, e alle convenienze politiche. Tutti gli abitanti della terra daranno il via alla prima rivoluzione pacifica.

Chi è alla guida del mondo?

 L’Economia, così com’è, è l‘Imperatore della Terra. Domina e corrompe tutto e tutti. Sottomette tutte le attività umane. Sta alla classe politica darle un’impronta moderata, democratica, giusta.

Nella storia dell’umanità sono falliti gli Imperi. Sono falliti i Comunismi, i Nazismi, i Socialismi. Stanno fallendo le Destre, le Sinistre. Le Religioni non stanno bene. Solo quelle teocratiche resistono, perché impongono il loro credo con tutti i mezzi contro chi si vuole distaccare dal tracciato che impongono.

La proposta di adottare una Lingua Comune non è novità per tutte le popolazioni della terra. In questa impresa solo il colonialismo è riuscito a imporre l’uso di una lingua comune che altro non era che la lingua del conquistatore.

Oggi, ritengo di vitale importanza che i popoli della terra si uniscano in una vera rivoluzione culturale. L’adozione di una: “Lingua Comune”, inventata dall’uomo, e non di una scelta fra quelle esistenti, è un primo passo.

Lingue franche o lingue comuni.

Una Lingua Comune non è una novità per nessuna nazione della terra. Al loro interno, in tutti gli Stati Nazionali, indistintamente, la lingua madre delle popolazioni, è nelle varie forme dialettali. Quindi, per esempio, l’Italiano, è per la nostra nazione, la lingua comune di tutti gli abitanti.

Nei suoi viaggi, Marco Polo, da Costantinopoli all’India, ha scritto che nei paesi dalla Persia (ora Iran), Afghanistan, Uzbekistan e paesi limitrofi, si parlava il Farsi, come lingua comune.

Gli Stati Uniti. La loro lingua nazionale è l’Inglese/Americano che deriva dalla colonizzazione e non per una scelta popolare. Di fatto, è la Lingua Comune. Ma non tutti gli stati della federazione l’anno resa ufficiale.

La popolazione autoctona degli Stati Uniti è formata dai nativi: gli Indiani d’America. Gli altri sono emigranti, provenienti da quasi tutte le nazioni della Terra. Oltre alle tante lingue degli Indiani d’America, quelle più sono parlate lo Spagnolo, il Cinese, il Francese, il Tedesco, l’Italiano.

In Cina è difficile fare un censimento di tutte le lingue e i dialetti parlati, data la vastità del paese e la moltitudine delle Etnie che la abitano. La lingua comune è il Mandarino parlato dalla maggioranza della popolazione.

Supportata dal Cinese Standard e dal Cinese Classico. Inoltre sono abbastanza diffuse altre 5/6 lingue come la Wu, la Min, il Cantonese, l’Inglese e il Portoghese.

Anche in India esiste una Babele linguistica. Sono parlate centinaia di lingue assieme a circa duemila dialetti. La Lingua Comune ufficiale è l’Hindi. È affiancata dall’Inglese e da altre venti e più lingue ufficiali che possono vengono utilizzate dai vari stati che compongono la nazione.

Fra queste lingue, importanti sono l’Urdu, il Tamil, il Bengali, il Nepalese. Nello stato del Kerala, noto a noi Italiani per i due marò, si parlano la lingua Malayalam e quella Inglese.

Nei paesi, che per convenzione sono definiti: Arabi, anche se non di Etnia Araba, esiste una Lega dei Paesi Arabi, alla quale aderiscono circa ventidue stati, e hanno per trattato come Lingua Comune ufficiale l’Arabo.

Da rilevare che la tradizione islamica considera l’Arabo lingua sacra. Il Corano, il Libro Sacro dell’Islam, è scritto solo in lingua Araba.

Breve storia delle lingue comuni.

Nella storia antica l’umanità ha cercato di adottare le così dette: Lingue Franche. Una lingua di mediazione fra i popoli per commerciare e comunicare.

Nel Grande Impero Persiano la lingua comune era il Farsi, nell’Impero Romano il Latino, nell’Impero Ottomano la lingua Turca Ottomana, nelle Repubbliche della Federazione, o ex Federazione, Russa, si parla come lingua comune il Russo.

Le lingue più conosciute da noi occidentali partendo dall’inizio della storia moderna sono: L’Azero, l’Afrikaans, il Berbero, il Farsi, Il Mandarino, l’Hindi, l’Urdu, Il Greco Antico, il Latino, il Francese, il Tedesco, l’Italiano, l’Inglese, e tante altre.

Sono tante queste lingue comuni, o franche. Un’altra Babele linguistica, si può dire, ma nessuna si è estesa fino ai confini del mondo per scelta politica delle nazioni nel rispetto delle esigenze dei popoli.

Ognuna di queste è una lingua imposta con l’occupazione dei territori con le armi per ragioni di conquista. In tutta la storia dell’umanità, gli elementi economici, alla fine, dettavano i principi, i metodi, le regole linguistiche.

Il perché della lingua Inglese come lingua comune.

La lingua Inglese, si è diffusa in alcune parti del mondo principalmente per le svariate colonizzazioni perpetrate dall’Inghilterra: dall’India all’America, dall’Africa all’Australia. L’Impero coloniale Inglese ha superato per estensione tutti gli altri imperi della storia mondiale.

A questa grande potenza economica e militare, si sono affiancati gli Stati Uniti d’America, altra potenza mondiale economica e militare. L’attrazione prima che avevano rappresentato gli Stati Uniti d’America era stato l’enorme mercato interno che ha attratto milioni di emigranti.

Il prepotente sviluppo industriale-economico, creato dalla necessità di costruire grandi infrastrutture in tutti gli Stati Confederati e di armarsi come nessuna nazione al mondo ha mai fatto nella storia dell’umanità, ha attirato persone da tutte le parti del mondo.

Primi fra tutti, per numero, i cinesi e gli irlandesi. Gli Stati Uniti hanno cercato, in tutto il mondo, i migliori cervelli per la ricerca scientifica, per progettare nuove tecnologie, e in tutti i campi delle conoscenze umane.

Hanno creato al loro interno una società molto competitiva, con il capitalismo liberale come guida, con il profitto come scopo, con ogni mezzo, come fine. La potenza di questi due Stati, militare e economica, con l’evidente supremazia che rappresentano, è impressionante.

Tutto questo è stato un potente volano per la diffusione della lingua Inglese. I parlamenti del mondo, ieri come oggi, sono stati condizionati da queste due Nazioni.

Non è mai stata una libera scelta per il resto del mondo imparare la lingua Inglese, ma una necessità per gli scambi commerciali, che ha portato a una colonizzazione culturale e linguistica, anche se, a volte, è sembrata indiretta.

Il perché di una lingua comune come l’Esperanto.

Oggi, come ieri, per la stragrande maggioranza della popolazione media mondiale, rimane l’incomunicabilità fra le persone. Studi dicono, che per imparare la lingua inglese, gli esseri umani di tutte le età, impiegano un terzo della propria vita.

 Da qui le necessità di affidarsi a una lingua inventata, che non appartenga a nessun popolo del mondo, dove tutta l’umanità possa sentirsi partecipe e non paria. Una lingua che metta tutti sullo stesso piano.

Che non si porti dietro un vento di conquista o di vittoria. E che sia anche una lingua facile. Che riesca a far dialogare tutte le genti del mondo senza che nessuno si sieda sullo scranno più alto.

Questo atto sarà indubbiamente la più grande decisione che l’Umanità abbia preso di concerto per iniziare finalmente un percorso che elimini le divisioni, i confini culturali, che faciliti la convivenza e porti alla pace.

Che aiuti l’ingresso delle persone in un’inevitabile globalizzazione finalmente “democratica” e non liberal-competitiva. Un mondo dove ci siano regole che aiutino i più dotati a esprimere le loro capacità ma che non emargini coloro destinati a non governare o ai lavori più umili.

 Siamo coraggiosi o pecore.

Abbiamo l’intelligenza per farlo! Avremo anche il coraggio di decidere? Quanto tempo ci vorrà dipenderà solo da noi, l’importante sarà iniziare: “Non c’è una via per la pace, la pace è la via”. (Monaco Zen).

L’esperanto è una lingua artificiale. A ben ragione si può dire inventata! Zamenhof Ludwik Lejzer (1859 – 1917), polacco di origini ebraiche, nel 1887 pubblicò la sua Lingua Internazionale: l’Esperanto (speranza).

Studi fatti hanno dimostrato che si tratta di una lingua semplice da imparare anche da autodidatti, sia da ragazzi sia in età adulta, senza l’obbligo di frequentare scuole o recarsi all’estero per corsi di approfondimento.

Oggi tutti sappiamo che per imparare un modesto Inglese scritto e parlato servono anni di studi scolastici. Molto importante sarà recarsi, ogni tanto, in Inghilterra, altrimenti tutti i sacrifici fatti per apprendere questa lingua andranno inevitabilmente vanificati.

Poi, nel corso della vita, trovare il modo di aggiornarsi per rinfrescarsi la memoria altrimenti si perderà quasi tutto ciò che si è appreso. Per la popolazione media del mondo è un programma quanto mai difficile per non dire impossibile.

Alcune caratteristiche dell’Esperanto.

L’esperanto è formato da una grammatica semplice. Logica e facilmente assimilabile. Test scientifici hanno dimostrato, che è la lingua più facile da imparare fra tutte quelle esistenti. L’Esperanto esiste da circa cento anni.

E’ parlato, e scritto, da parecchie centinaia di migliaia di esseri umani con una stima fino ai due milioni di persone in tutto il mondo. In questi cento anni è stato sottoposto a innumerevoli test, come la traduzione di poemi, poesie, opere di notevole spessore letterario, matematico e scientifico.

Tutti i test sono stati largamente superati. Vanta seguaci nel campo musicale. E’ presente nell’informatica. La cinematografia mondiale ne ha fatto un uso massiccio.

L’esperanto nelle scuole farà risparmiare un mare di denaro pubblico per il suo insegnamento, ma soprattutto darà alla popolazione media mondiale la possibilità di comunicare con tutto il resto mondo.

Test fatti con i programmi di riconoscimento vocale in informatica non hanno riscontrato difficoltà con questa lingua. L’Esperanto è la 64° lingua all’interno del motore di ricerca Google.

Con i nuovi sistemi operativi Unicode sarà possibile scrivere tutti i ventotto fonemi dell’Esperanto, (soprattutto quelli doppi) per dare una formazione Semantica esauriente.

Altre considerazioni.

Al primo punto sarà necessario darsi delle regole assolute e uguali in tutto il mondo:

  • L’esperanto sarà un patrimonio dell’Umanità.
  • Nessuno al mondo avrà un’esclusiva di nessun genere.
  • Deve essere, senza condizioni, accessibile a tutti.
  • Creare centri per lo studio e la diffusione della lingua.

L’esperanto è una lingua di facile assimilazione sia per i giovanissimi sia per adulti. Soddisfa tutte le necessità linguistiche nella comunicazione, comprese quelle tecnologiche, matematiche e scientifiche.

E’ una lingua semplice che non obbliga alla frequentazione di scuole specializzate, viaggi all’estero, anni e anni di applicazione per apprenderne anche solo una minima parte. Non è costosa. Basta avere una grammatica per iniziare con discreto successo.

L’Esperanto è stato usato come gergo non riconoscibile, o lingua aliena, in film di fantascienza come Star Trek e altri. Di fantasia: Il Signore degli Anelli e altri. L’hanno studiato gli attori che impersonavano alieni, elfi, stranieri o nemici.

L’Esperanto è già stato sperimentato con successo dai militari sul campo. Così riporta il testo di un progetto di legge “Per la promozione e l’insegnamento della lingua internazionale Esperanto” presentato nel 2005 alla Camera dei Deputati: “A proposito di tale facilità di apprendimento, giova ricordare che l’Esperanto è stato utilizzato dall’esercito degli Stati Uniti all’inizio degli anni ’60 per le sue esercitazioni”.

 I militari statunitensi che interpretavano la parte del nemico dovevano apprendere l’esperanto e parlarlo per rendere più credibili le esercitazioni.

L’Esperanto fu scelto perché, come si legge proprio nel manuale fornito dal Pentagono: “Non s’identifica con nessuna alleanza militare o ideologia, molto più facile da apprendere e usare di qualunque lingua nazionale. E’ una lingua viva e un mezzo attuale di comunicazione internazionale scritta e orale. Le sue regole grammaticali sono tali che essa resterà una lingua viva perché può assimilare nuove parole”.

La cosa non durò molto perché gli esperantisti americani protestarono duramente a causa del titolo dato al manuale militare: “Esperanto, the aggressor Language“.

Diffusione della lingua comune.

Nonostante la brusca interruzione di questa esperienza americana, un ipotetico uso della lingua tra i militari europei sarebbe probabilmente accettato come primo passo verso l’adozione dell’Esperanto in tutte le Istituzioni della Ue, dove convivono oggi più di venti lingue ufficiali.

Se l’Unione Europea adottasse l’Esperanto come lingua comune, solo all’interno del parlamento Europeo, si risparmierebbero miliardi di Euro in traduzioni e in carta.

L’esperanto dovrebbe essere insegnato nelle scuole fin dall’infanzia, come si cerca di fare oggi con l’inglese. Ma non solo. Questa sarà la vera rivoluzione della maggioranza silenziosa dei cittadini del mondo.

L’Unione Europea si è fondata sull’economia. Oggi ne vediamo i traballanti risultati. Non si è pensato di fare un’Unione Europea fondata su una Lingua Comune. I nostri dirigenti, fra loro, sentiamo che parlano in un faticoso Inglese, che va dal discreto, allo stiracchiato, al maccheronico.

Se si vuole, nell’arco di pochi anni, tutti i popoli del mondo, di qualsiasi estrazione sociale di provenienza, potranno comunicare fra loro, con un piccolo sforzo. Servirà solo un po’ di buona volontà, e tanto coraggio.

La diffusione della lingua comune non deve essere solo fra i privilegiati, ma anche, e soprattutto fra il popolo, dai bambini agli anziani. La lingua comune, in due o tre generazioni, potrà sostituire la lingua madre.

Suggerimenti:

Il primo suggerimento che mi sento di dare è quello che possiamo iniziare, come cittadini del mondo, senza aspettare che ci sia una legge che ci obblighi a farlo. Oppure, per evitare di essere trascinati in quest’operazione da politici in cerca di consenso popolare o di un premio Nobel.

Come rivoluzione che nasce dal basso suggerisco che tutte le religioni del mondo si attrezzino per l’insegnamento dell’Esperanto ai loro fedeli. Che aprano le loro porte a tutti coloro che desiderano apprenderla senza necessariamente fare anche del proselitismo religioso.

Anche in tutti i circoli culturali, dai più esclusivi ai più popolari, si creino spazi per l’insegnamento dell’Esperanto. Così pure in tutte le sedi delle associazioni politiche, di volontariato, studentesche, organizzino, partecipano, alla creazione di corsi della lingua Esperanto.

In tutte le scuole, dalle elementari alle università, si insegni questa lingua artificiale a fianco della lingua madre. Che si facciano, sempre nelle scuole, corsi fuori orario, anche serali, per lavoratori e stranieri.

All’interno di tutte le università del mondo si organizzi, assieme alla continuazione della didattica Esperantista, un corso di laurea per l’insegnamento dell’Esperanto. Abbinando anche ambienti di ricerca e di perfezione della lingua, la dove si mostrerà utile intervenire.

Nelle sale delle biblioteche pubbliche, private, nelle librerie, creare spazi, organizzare corsi, reperire il materiale didattico necessario per l’insegnamento e l’apprendimento dell’Esperanto.

Tutti i mezzi d’informazione dovrebbero unirsi in questo progetto. Nella carta stampata, una, due, tre pagine la settimana, dedicate a un corso a fascicoli più il dizionario, o altro che sia necessario per l’apprendimento della lingua Esperanto. Il rimanente verrà da se.

L’umanità unita in una grandiosa avventura.

Tutta la popolazione del pianeta dovrebbe partecipare a questo progetto. Semplicemente perché è giusto. Non si devono fare referendum, consultazioni popolari di vario genere per aderire o accettare questa decisione.

Dall’alto è già stata presa la decisione di farci studiare la lingua Inglese. Ci hanno consultato? No! Inoltre i nostri politici non l’anno deciso loro, ma ugualmente, “loro”, hanno deciso per noi.

Non facendo parte di nessuna associazione Esperantista, e non conoscendo dell’Esperanto nessuna parola, non ho convenienze di parte da promuovere. Questo è uno dei motivi perché non ho consigliato di appoggiarsi a una qualsiasi Federazione o organizzazione Esperantista esistente.

In rete si può trovare tutto ciò che ci serve per documentarci compresa la Federazione Esperantista, e le varie organizzazioni di promozione della lingua. Ognuno si scelga liberamente, spontaneamente, la strada da percorrere e gli amici di viaggio che preferisce avere a fianco.

Inoltre, in questo mondo difficile, dove il semplice sospetto, ha un terreno fertile, non desidero dare adito a sospetti di convenienza personale in questa iniziativa. Io sono semplicemente un ricercatore (scusate la parolona) nel campo della Spiritualità.

Nell’assoluto, e quindi non nel relativo. La promozione dell’Esperanto come lingua comune è semplicemente una scelta “giusta” per tutti. Che cosa ha di assoluto l’Esperanto se diventa lingua comune a tutta l’Umanità?

E’ un assoluto quando tutti, nessuno escluso, si parte alla pari? Nel momento in cui i diritti di tutti sono uguali. Anche i doveri di tutti devono essere identici. Azzerando tutti i privilegi di casta o di appartenenza. Quando nessuno è punito, sconfitto o premiato.

Mario Garretto

www.mariogarretto.it

Contributi: Federazione Esperantista Italiana  www.esperanto.it — fei@esperanto.it

LINGUA ESPERANTO – Wikipedia

Dagli scritti di PADRE ALDO BERGAMASCHI su una lingua comune.

WIKIPEDIA nozioni generali di filosofia – religione e altro.

QUESTA E’ L’ACQUA di David Foster Wallace 21/05/2005.

Tradotto da Roberto Natalini  inserito in Internet www.sfrancesco.it

Discorso per la cerimonia delle lauree studenti del Kenyon College.

LEONARDO BOFF: Come emerge dio nel processo evolutivo –

Rif. Adista Documenti n. 16/2012

ESPERANTO UNA LINGUA EUROPEA di Saverio Zuccotti.

 

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