Una ricerca infinita 3

Una ricerca infinita.

Il terzo millennio d.C. non è iniziato bene.

Se continuiamo così, ci scaviamo la fossa da soli. Non sono un catastrofista, e non lo voglio essere, ma non desidero nemmeno fare lo struzzo.

Il riscaldamento del pianeta è una certezza ormai dimostrata. Lo scioglimento dei ghiacciai è sotto i nostri occhi. Che cosa vogliamo di più per rendercene conto.

Un giorno, una ragazzina svedese di tredici anni, Greta Thumberg, iniziò una sua campagna ambientalista su questi temi.

Le televisioni di tutto il mondo se ne occuparono. Un famoso giornalista italiano, ha pensato bene di darle della cretina. Non è stato un bel gesto.

La verità è che siamo prigionieri di sistemi sociali, industriali, economici, che abbiamo messo in atto da secoli. Non possiamo nemmeno chiedere un intervento divino per aiutarci. Noi, non abbiamo delle referenze adeguate.

Fino a questi giorni, nessuno ne parlava apertamente. Tutti i mezzi di distrazione di massa erano all’opera perché nulla deve intralciare il progresso.

Solo negli ultimi tempi qualche cosa si muove. Così ho modo di continuare la mia ricerca infinita per andare alla scoperta dei perché succede. Come il solito, io seguirò una mia personale strada, costellata di dati oggettivi e soggettivi.  

Nel primo capitolo di questo scritto mi occuperò del calendario Maya. Non come archeologo, o traduttore della scrittura Maya. Lo farò nella veste di analista e ricercatore per formulare una teoria sulla data: 2012 (duemila dodici).

Nel seguito della mia ricerca, cercherò di mettere in risalto un probabile futuro che si annuncia con l’insieme di queste considerazioni.

Poi offrirò alcuni suggerimenti per limitare, o evitare quei danni, che ci possono colpire come popolo italiano e come abitanti di questo pianeta.

Esaminiamo le caratteristiche di questo calendario.

Il calendario Maya.

https://www.almanacco.eu/it/almanacco-20-dicembre/

 I Maya, come altre culture mesoamericane, misuravano il tempo utilizzando un sistema di tre calendari.

I giorni erano organizzati attraverso un calendario religioso rituale della durata di 260 giorni (chiamato Tzolk’in), suddiviso in trecene (periodi temporali di 13 giorni).

Era utilizzato prevalentemente a scopo divinatorio, e un calendario solare di 365 giorni (Haab’), suddiviso in 18 periodi di 20 giorni ciascuno.

Questo calendario, a differenza dei precedenti, era progressivo e suddivideva il tempo in cicli non ricorrenti (b’ak’tun) della durata di 144.000 giorni, suddivisi a loro volta, su base vigesimale, in 4 (quattro) altri sotto cicli.

Il 20 dicembre 2012 ha segnato la fine del 13º b’ak’tun (12.19.19.17.19 nella notazione originale del calendario) a cui è seguito, il giorno successivo, il 14º b’ak’tun (13.0.0.0.0).

Secondo il Popol Vuh – uno dei principali documenti storici sul corpus mitologico dei Maya – il Lungo computo attuale, è solo il quarto in ordine di tempo, poiché gli dei avrebbero distrutto le tre precedenti creazioni ritenendole fallimentari.

 La terza creazione fu distrutta al termine del 13º b’ak’tun (12.19.19.17.19), una data che ricorre nuovamente alla fine del 2012.

Questa circostanza, assieme a un riferimento epigrafico sul Monumento 6 (sei) di Tortuguero, è alla base del fenomeno New Age che associa un evento di rilevante discontinuità storica alla data summenzionata.

Cosa c’era alla base della convinzione che nel 2012 il mondo dovesse finire?

Ecco i principali eventi prospettati:

  1. Il 20 dicembre 2012 terminava il ciclo del “Lungo Computo” del calendario Maya.
  2. Il giorno successivo corrispondeva al solstizio d’inverno e il Sole si trovò in una rara posizione: allineato con il centro della Via Lattea, un evento che non si ripeteva da 26.000 anni.
  3. Nel 2012, inoltre, l’attività solare ebbe un picco, e ci si aspettava tempeste solari in grado di paralizzare la nostra società.
  4. Il polo nord, e il polo sud, avrebbero potuto invertirsi.
  5. Il 21 dicembre 2012 un corpo celeste misterioso (pianeta X, o Nibiru) la cui orbita è aldilà di Plutone, si sarebbe dovuto scontrare con la Terra.
  6. Possibile eruzione del vulcano di Yellowstone, negli USA, con effetti catastrofici.
  7. Alcuni scienziati russi hanno scoperto che il sistema solare è entrato in una nube spaziale che sta stimolando, e destabilizzando il Sole, e le atmosfere dei pianeti.

…I profeti di sventura aggiungevano a tutte queste cause anche la lettura esoterica della Genesi… e dello Yi Jing… il libro dei mutamenti… .

Passando,… attraverso le profezie di Nostradamus e le piramidi di Giza.

Il “Conto Lungo” del calendario Maya.

I periodi del “Conto Lungo”, che copriva un tempo di 5.125 anni, cioè l’intero ciclo della storia, secondo i calcoli Maya, erano sempre interpretati da glifi che raffiguravano l’intero anno solare (tun) che moltiplicato per venti componeva l’unità di un katun che, a sua volta moltiplicato per venti, raggiungeva l’unità di un baktun, cioè un ciclo di 400 anni. L’era Maya era composta di 13 (tredici) baktun e gli epigrafisti hanno potuto calcolare che, secondo il nostro calendario, i Maya avevano stabilito l’inizio della loro storia all’11 agosto del 3114 a.C. e che la fine, del loro mondo, sarebbe arrivata il 21 dicembre del 2012. “Ma, a porre termine prima del previsto a quest’antica e grande civiltà ci pensarono i Conquistadores spagnoli che sbarcarono all’inizio del XVI secolo sulle coste dello Yucatan”.

N. B. Esiste una contraddizione di fondo nell’interpretazione della data 2012. Si riferisce alla fine della civiltà Maya, o a quella del mondo? Leggendo attentamente i due articoli sopra, a nome di due diversi giornalisti, si legge con chiarezza che questo dubbio è latente nei due testi. Ogni profezia che si rispetti, nel momento in cui accade il fatto profetizzato, dimostra la sua attendibilità. Ma, nello stesso momento, nulla dice di ciò che succede a tutto ciò che la circonda, anche se questo riguarda l’intero pianeta. Inoltre per una lettura più attenta, ogni civiltà può risorgere dalle sue ceneri a patto che ci sia in vita qualche discendente che lo vuole, e che può, farla risorgere. Oggi, e solo oggi, possiamo affermare con certezza, che quest’antica civiltà non ha nessuna possibilità di risorgere dalle sue ceneri.

https://www.sapere.it/sapere/approfondimenti/storia/antichi-imperi-america/maya/calendario-maya.html

Ciò che espongo, sul calendario dei Maya, lo ritengo poco probabile, ma non impossibile. Le profezie, di solito, si considerano compiute solo a posteriori. Le uniche, sulle quali non faccio commenti, sono quelle al punto 4 (quattro) e al 6 (sei). Sono ipotesi che potrebbero essere possibili. Diversi sono gli elementi da esaminare. Il primo: la data 2012 coincide con un vero interesse mondiale sulla sorte del pianeta a causa del riscaldamento climatico, l’inquinamento dell’aria e dell’acqua, lo scioglimento dei ghiacciai. Il secondo: “… poiché gli dei avrebbero distrutto le tre precedenti creazioni ritenendole fallimentari”, questa creazione come sarà considerata? Anch’essa fallimentare? Per ultimo, alcuni elementi che io considero sconcertanti: “Gli antichi Maya furono una popolazione insediatasi in Mesoamerica dove svilupparono una civiltà nota per l’arte, per l’architettura, per i raffinati sistemi matematici e astronomici, e per la scrittura, l’unico sistema noto di scrittura pienamente sviluppato nelle Americhe precolombiane

Il mio principale interesse per la civiltà Maya: 3114 a.C., si basa sul fatto che è depositaria di conoscenze antiche simili a quelle dei Sumeri, Greci, Egiziani, Indù. Da dove viene tanto sapere? Una coincidenza? A migliaia di chilometri di distanza e senza avere mezzi adeguati per solcare i mari? Non credo. Ci sono molte cose a questo mondo di cui non sappiamo nulla, e forse non le conosceremo mai. Allo stesso modo si può dire della Sfinge e della piramide di Cheope.

Ultimissima considerazione.

Tutte le date riportate corrispondono, in modo approssimativo, alla data in cui le prime forme di scrittura riportavano le storie di queste civiltà. Prima di allora, queste memorie erano frutto di tramando. Posso dire con certezza, che le date esatte di ogni evento, non le conosciamo. https://it.wikipedia.org/wiki/Maya

La mia lettura.

Cercherò di essere breve e conciso. Le teorie, o profezie, sopra ipotizzate, sono state costruite senza riferimenti oggettivi, perché non ci sono elementi di prova, né attuali e nemmeno precedenti, sui quali fare affidamento.

La mia ipotesi invece, cerca di allacciarsi all’unica cosa oggettiva, e in fase di evoluzione, che potrebbe essere la causa di un disastro planetario: lo scioglimento dei ghiacciai in Antartide.

In un mio articolo precedente dal titolo: “Un altro diluvio universale”, anticipo in modo sufficientemente chiaro la strada che intendo seguire in questa mia ricerca, e a quali conclusioni sono arrivato.

La data 2012, anche se alcuni studi non la confermano, non smentisce che il calendario Maya abbia una data di termine (di che cosa?) in questi anni. Ma il perché finisca, non è certo.

Per essere coerente con il metodo, o codice profetico, in chiave spirituale, la data di termine potrebbe invece indicare: “L’inizio del punto di non ritorno”.

Il calendario termina perché la storia evolutiva dell’umanità ha imboccato la strada dell’autodistruzione, e non c’è più un futuro da conteggiare in termini evolutivi. Ci sono abbastanza elementi per formulare questa teoria.

Ovviamente non sono indicati i tempi, e quanto del pianeta subirà questa calamità. Anche perché noi esseri umani possiamo ritardare, o in parte invertire questa fase. Dipenderà da cosa faremo nel prossimo futuro.

Il responsabile di tutto questo ipotetico disastro è il riscaldamento globale del pianeta con l’aggravamento dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua, e della terra.

In Emilia e Romagna, l’inquinamento dei terreni, agricoli e non, raggiunge in molte zone, i cinquanta centimetri di profondità. Aggiungiamo che le falde acquifere si sono notevolmente abbassate, e abbiamo un quadro di analisi serio.

Il riscaldamento globale del pianeta porta inevitabilmente allo scioglimento dei ghiacciai. Fenomeno già in atto in tutte le parti del globo.

Dalle Alpi alla Groenlandia, dall’Himalaya al Circolo Polare Artico. Si scioglie il Permafrost in Siberia, si ritirano i ghiacciai sul monte Ararat in Turchia.

Sono fenomeni che si ripetono a tutte le latitudini del pianeta. Anche in Antartide sta succedendo. Io ne parlo perché secondo me, è lì il pericolo maggiore.

Nella storia del pianeta, si legge di un diluvio universale causato dallo scioglimento di tutti i grandi ghiacciai. E in Antartide il ghiaccio è tanto. Nei racconti di molti popoli, in varie parti del pianeta, si racconta di diluvi catastrofici.

Inquinamento dei mari.

Il Mar dei Caraibi, da paradiso terrestre, si sta trasformando in una discarica a cielo aperto. Ne è la prova il reportage di Caroline Power, una fotografa che durante un’escursione ha scoperto un’isola di spazzatura, immortalata anche in un video rilanciato da Storyful. Lei e il suo gruppo si trovavano in Honduras, vicino all’isola di Roatan. “È stato disgustoso“, ha dichiarato la Power, commentando la scoperta dell’ammasso di plastica e i rifiuti galleggianti nelle acque cristalline. In un post su Facebook ha aggiunto che: “Tutto questo deve finire“. E ancora: “Se anche l’1% delle persone che vedono questo video intraprendesse misure per ridurre il consumo di plastica monouso, e di polistirolo, sarebbe già un grande passo avanti“.

https://tg24.sky.it/ambiente/2017/11/07/isola-spazzatura-honduras

Antartide e i suoi ghiacciai.

https://www.google.it/intl/it/earth/

L’Antartide, o anche continente antartico, è il continente situato nell’emisfero australe della Terra, circostante il sud. È il quarto continente più vasto della Terra dopo Asia, Africa e Americhe con circa 14 milioni di km², comprendente le terre e i mari entro il Circolo polare antartico, caratterizzato dalla presenza della calotta polare, dalle piattaforme di ghiaccio, dalla banchisa, e circondato dall’oceano antartico. Il 98% del territorio è coperto dai ghiacci della calotta antartica, il cui spessore medio è di 1600 metri, che lo rendono il continente più freddo e inospitale del pianeta.  https://it.wikipedia.org/wiki/Antartide

La temperatura massima registrata nel 2020 in Antartide, ci dice che si sono raggiunti i 20,5° centigradi. Un record di dimensioni eccezionali. Se aggiungiamo a questo dato, la temperatura massima registrata nel 2020 in Siberia, pari a 24,5° centigradi, possiamo dedurre che siamo di fronte a qualcosa mai successo.  

https://www2.units.it/darwin/antartide.html

Distacco di un Iceberg.

Luciana Grosso1/10/2019 9:05:44 AM

“Un Iceberg di 1,636 km quadrati si è staccato dall’Antartide”.

https://it.businessinsider.com/un-iceberg-di-1-636-km-quadrati-si-e-staccato-dallantartide/

Il distacco dell’iceberg D-28 visto dal satellite europeo Copernicus Data/Sentinel-1/@Steflehermitte.

Questa fotografia mostra il distacco di un gigantesco iceberg in Antartide. Le sue dimensioni sono: 1.636 km quadrati (51×32 km circa). Il peso stimato è di un trilione di tonnellate. Cifra improponibile se facciamo la trasformazione in kg o in litri di acqua. Questo Iceberg è quattro volte più grande dell’isola di Malta. Il continente Antartico ha una superficie di 14.200.00 Km². Dato utile per avere un punto di riferimento oggettivo. Foto pubblicata dal quotidiano online: Business Insider Italia    

Un altro contributo.

Secondo un articolo di Francesca Mancuso del 2 settembre 2020, apparso sul sito dal 1994 al 2017:  “Si sono già sciolti 28 trilioni di tonnellate  di ghiaccio”

https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/si-sono-gia-sciolte-28-trilioni-di-tonnellate-di-ghiaccio-peggio-dello-scenario-piu-temibile/,

L’osservazione che si ricava, è che questo fenomeno procede a una velocità che sconvolge tutti i dati statistici in uso. Il sistema di calcolo usato dagli osservatori, immagino che non sia aggiornato spesso. Se è così, non è sufficiente. Purtroppo, questo è un fenomeno di cui non abbiamo dati precedenti da utilizzare. Si deve tenere conto, che ogni iceberg, che si stacca, ogni ghiacciaio nel mondo che si perde, provoca un innalzamento del livello dei mari, anche se è solo di pochi millimetri, su scala mondiale genera un effetto moltiplicatore sul clima. Mi auguro che gli scienziati sappiano calcolare gli effetti moltiplicatori in base ai nuovi dati.

Una breve osservazione.

Forse la mia è un’ipotesi un po’ azzardata, ma osservate bene la coincidenza. La data di termine del calendario Maya coincide con l’evidenza conclamata dello scioglimento dei ghiacciai. In questi tempi, se ne parla in ogni parte del globo.

Un fenomeno troppo a lungo sottovalutato, e anche volutamente ignorato, per non far sorgere movimenti ambientalisti che potevano ostacolare le principali attività economiche in via di sviluppo nel pianeta. Alimentate dalla voracità dei fondi d’investimento e da quella delle multinazionali.

Mi auguro solo che i Verdi, o ambientalisti improvvisati del passato, si siano emancipati da un’ideologia ottusa come quella degli anni settanta del secolo scorso. Erano solo capaci di dire di no a tutto, senza offrire soluzioni.

Oggi abbiamo la possibilità di avere un supporto scientifico, dato da istituti di ricerca per risolvere in modo specifico, l’inquinamento in generale, che è alla base dell’aumento della temperatura, causa dello scioglimento dei ghiacciai.

Nello stesso tempo abbiamo la necessità di salvaguardare l’economia con interventi mirati per ottenere i risultati che ci prefiggiamo: ridurre l’inquinamento, fermare il riscaldamento del pianeta, sviluppare nuovi progetti industriali green per aumentare l’occupazione, ridare vitalità all’economia, e formare nuove competenze.

Ora esaminiamo i progetti che possiamo varare per risolvere i nostri problemi. Anche perché, e facciamo attenzione, l’archeologia ci dice, che ogni periodo d’intenso calore, è stato seguito da una nuova glaciazione. Di male in peggio.

Che cosa possiamo fare per invertire questa tendenza? Anche se non riusciremo a fermarla, almeno guadagneremo tempo necessario per capire, o scoprire, quali mezzi mettere in campo per limitare i danni.

La prima cosa che mi viene alla mente e che noi tutti dobbiamo dotarci di mezzi elettrici di locomozione. Dall’automobile alla motocicletta, al motoscafo e così via. Poi, portare all’interno delle abitazioni energia elettrica green.

Per fare questo, in tutte le case, condomini, aziende, piccole e grandi industrie, magazzini, centri commerciali, si devono installare pannelli solari, pale eoliche, ovunque ci siano le condizioni, e in fretta. Di seguito una piccola carrellata sui mezzi che abbiamo a disposizione.

Energia: i pannelli solari.

Un pannello solare misura circa un metro, per un metro e mezzo. Il suo spessore va dai due ai tre centimetri. La produzione di energia varia, da pannello a pannello, in base ai materiali impiegati nella sua costruzione. I pannelli solari, fra loro, sono collegati in serie, quindi la produzione di energia di un singolo pannello si somma a quella degli altri.

https://www.rifarecasa.com/dossier/riscaldamento/pannelli-solari

https://www.lastampa.it/casa-design/2013/10/11/news/installare-i-pannelli-solari-cosa-c-e-da-sapere-br-1.35966891

Energia: pale, o turbine eoliche.

https://www.tp24.it/2019/08/02/cronaca/salemi-comitato-pale-eoliche-pietrazzi-ciro-attende-rilievi-fonometrici/137826

Le turbine eoliche (verticali) si dividono in tre categorie.

Piccola taglia: la potenza varia da 20 a 100 Kw.

Taglia media: la potenza da 100 fino a 1.000 Kw.

Turbine giganti: la loro potenza va da uno a oltre otto Mw.  

https://www.lifegate.it/cose-una-turbina-eolica

La Tav. in Italia e in Europa:

In Italia, i treni ad alta velocità raggiungono i trecento km/h e sono, quasi, nella media europea.

Il Freccia Rossa viaggia solo su binari alta velocità. La sua velocità di punta è di 300 km/h.

Il Freccia Argento ha una velocità massima di 250 km/h. Può percorre le tratte ad alta velocità come viaggiare su binari normali.

Il Freccia Bianca viaggia solo su linee tradizionali. Offre un confort di qualità ai viaggiatori.

https://www.ilpost.it/2018/08/05/alta-velocita-italia

N. B. Un discorso a parte va fatto per quella viabilità utile per percorrere velocemente, e comodamente, grandi distanze, sia per lavoro sia per turismo.

La Tav può sostituire l’automobile, e l’aereo con efficacia. Unisce città che l’aereo non può fare, riduce l’inquinamento, favorisce il turismo, aumenta l’occupazione e sviluppa notevolmente l’indotto.

Altro discorso riguarda il trasporto merci. Ế necessario potenziare le ferrovie in tutta Italia. In ogni capoluogo di provincia si deve costruire uno scalo attrezzato per i trasporti ferroviari di merci su pallet, o dentro i container.

 

L’attuale rete ferroviaria Italiana e la Tav.

 

Il progetto Tav per l’Italia e l’europa.

Questo è un progetto di massima che si può trovare in internet. A mio avviso, per quanto riguarda l’Italia si può fare di più. 

Siamo una nazione a vocazione turistica, con velleità ambientaliste. Un progetto Tav ambizioso può soddisfare tre requisiti che giustificano la sua realizzazione: ambientalista, turistica, e occupazionale. L’arrivo di fondi dall’Europa ci può aiutare a contenere il deficit economico causato dalla pandemia.

https://www.google.com/search?q=la+tav+in+italia

 

Il progetto Tav per l’Italia, come lo vedo io.

Ecco la rappresentazione della mia idea di Tav per l’Italia. Noi siamo una nazione a vocazione turistica. Nel bilancio dello stato, il turismo, incide di circa il 13% del Pil.

 Fare un investimento massiccio sulla viabilità in tutta la nostra penisola, vuole dire dare aiuto allo sviluppo economico di tutte le regioni d’Italia indistintamente.

Possiamo agevolare lo spostamento del turismo di massa, e far sì che tutte le nostre coste siano facilmente, e comodamente,  raggiungibili.

Si darà un notevole impulso al turismo di massa in tutte le zone della penisola, isole comprese. Sarà possibile viaggiare in tutta la penisola,  comodamente, in modo green, e veloce.

L’occupazione, in tutte le regioni, sia in modo diretto, che indiretto, avrà anche un notevole sviluppo grazie all’indotto fatto di alberghi, ristoranti, servizi alle persone.

L’economia del nostro paese avrà vantaggi elevati in termini di entrata di valuta, inoltre sarà un notevole volano per lo sviluppo economico del sud Italia. Inoltre, se il ponte sullo stretto è fattibile, beh, facciamolo. I soldi ci sono. Il progetto anche.

 

Tutti al mare.

Abbiamo circa cinquemila chilometri di coste. È arrivato il momento di utilizzarle tutte per il turismo. Ma senza un’adeguata viabilità non raggiungeremo il nostro scopo.

Per capire meglio abbiamo due possibilità: la prima è guardare al passato. La seconda è scoprire il perché il turismo si ammassa in Emilia e Romagna, Veneto, Marche Liguria. Non sarà perché c’è una viabilità migliore? Oppure servizi alla persona di qualità?

https://www.google.com/search?q=foto+costa+romagnola+in+estate

Come si legge nella cartina del mio progetto, la linea nera è il tracciato Tav già realizzato, o in via di costruzione.

La linea rossa continua rappresenta il mio suggerimento per una Tav più completa. Le linee tratteggiate sono la possibilità di completare tracciati ferroviari con la Tav per allacciarsi alle ferrovie dei paesi confinanti.

In Italia, possiamo mettere mano a molte cose. Sono anni che non si fanno investimenti. I nostri politici hanno vivacchiato sulle nostre spalle. Molti investimenti fatti erano solo soldi buttati via. Nessun politico ha avanzato, in questi anni, progetti che giustificavano lo stipendio che regolarmente, e immancabilmente percepiva.

Per finire.

Non è facile tracciare un quadro complessivo, o dare suggerimenti che siano validi per tutti i luoghi del pianeta perché ci sono delle variabili infinite da tenere in considerazione.

Quindi mi limiterò a esprimere un’opinione di massima sui temi trattati in questo scritto. Mi farò precedere da tre considerazioni. La prima:

  • Siamo tutti consapevoli che la globalizzazione riguarda tutto ciò che facciamo e diciamo. C’è un famoso detto: “Il battito d’ali di una farfalla, può provocare un uragano in un’altra parte del mondo”. (Un paradosso presente nella teoria del caos chiamato “effetto farfalla”, portato all’attenzione degli spettatori nel film: The Butterflay Effect).
  • Nella nostra esistenza, siamo sottoposti all’evoluzione dei sistemi, sia macro che micro. Quindi tutto ciò che esiste si evolve, sia nel bene che nel male. Un ghiacciaio ha due modi per evolversi: ingrandirsi o sciogliersi. Anche in un moto che sembra di mantenimento, tende ad evolversi.
  • Kurt Gödel, matematico e filosofo austriaco, un giorno disse: “Nessun sistema conosciuto può giustificare se stesso”. L’inquinamento, di per se stesso, non può, se assimilato a Ente, giustificare se stesso. Infatti la sua origine può risalire a diversi fattori, venienti da città, paesi diversi, anche come somma di altri agenti inquinanti, e poi veicolato da acqua, aria, terreno, mezzi di locomozione, e così via.

Che cosa ho voluto dire con questo? Che per sconfiggere l’inquinamento dobbiamo risalire a tutte le cause prime che lo provocano. Nessuna esclusa.

Impresa titanica. Se non altro per i costi. E anche per la diversità economica, industriale, culturale, e di necessità di ogni nazione del pianeta. Ma non impossibile per quelli industrializzati che dispongono di mezzi, istituti di ricerca, e di volontà.

Ma, fino a che metteremo l’economia davanti alle necessità, ne usciremo sconfitti. E se in questo valuteremo costi e benefici, perderemo solo tempo prezioso.

Sarà anche inutile farne un’ideologia da sbandierare in piazza, per raccattarne consensi, se poi si buttano i mozziconi di sigaretta per terra, e la plastica fra l’organico. È come andare a pregare alla domenica, e poi andare a terrorizzare il mondo negli altri giorni. Dovete sapere che nel capitalismo: “È più facile essere fratelli in orazione, che a colazione”. (da uno scritto di Padre Aldo Bergamaschi)

Larghezza attuale dello stretto di Gibilterra: 14 km.

“Un’ipotesi molto remota. A causa delle deriva dei continenti, ora l’Africa si sta allontanando dall’Europa. Il nuovo scenario che si può prospettare, dopo lo scioglimento dei ghiacciai, potrebbe essere un cambio di direzione nella deriva dei continenti: l’Africa inverte la rotta e chiude lo stretto, cosa potrebbe succedere al mare Mediterraneo?”.

https://www.google.com/search?q=foto+stretto+di+gibilterra+su+pianta

Un organismo come l’ONU dovrebbe essere attrezzato, e finanziato, da tutta la comunità mondiale, per risolvere i grandi problemi del pianeta, come eliminare le numerose isole di plastica che galleggiano negli oceani.

Depurare i fiumi che attraversano molti stati come il Gange, il Nilo, il Danubio, il Paranà, il fiume Azzurro, prima che arrivino al mare. Senza dimenticare di recuperare le tantissime reti perse dai pescatori nei fiumi, nei laghi e nel mare.

Controllare in tutto il mondo che dai detersivi siano tolti tutti i tipi di plastica presenti nella composizione. Che non siano usati, in tutto il pianeta, pesticidi, diserbanti, antiparassitari, che sono nocivi agli animali come le api etc.

Fermare la strage dei grandi animali come: Elefanti, Rinoceronti, Gorilla, Tigri, Leoni, Balene, Delfini, Tonni. L’elenco è troppo lungo per continuare, e poi le priorità si devono stilare in base a fattori scientifici, e non ideologici.

Fermare tutte le guerre esistenti, con qualsiasi mezzo, anche armato. Portare soccorso a quelle popolazioni che devono affrontare epidemie con mancanza di medicine, acqua, energia elettrica, ospedali, strade di comunicazione.

Ogni stato del pianeta deve risolvere i problemi dell’inquinamento al suo interno. Se ha problemi deve chiedere aiuto. L’ONU deve essere in grado di fornire tutto ciò che serve: finanziamenti, supporto tecnico, scientifico, uomini e mezzi.

Come comunità mondiale abbiamo intelligenze, centri di ricerca, mezzi finanziari. Siamo in grado di organizzare, di studiare i problemi, e di risolverli. Serve solo la volontà. Ma ricordiamoci per che cosa lo facciamo.

È per l’esistenza stessa del pianeta, e la salvaguardia di tutte le forme di vita presenti e future. Spendiamo miliardi per gli armamenti, per i viaggi nello spazio, figuriamoci se non ne abbiamo per proteggere l’esistenza della vita sulla terra.

Nei mezzi di comunicazione, occupano molto spazio i progetti di una base lunare, o di costruirne una su Marte. Se si sciolgono i ghiacciai dell’Antartide, non avremo più tempo per vedere come andrà finire.

Come esseri umani dipendiamo dalla regola del tre: Tre (3) minuti senza respirare. Tre (3) giorni senza bere. Tre (3) settimane senza cibo. Poi iniziano dei problemi irreversibile per la nostra esistenza. Vale anche per il pianeta Terra?

Con il riscaldamento del pianeta, è la stessa storia. Il conto è fatto per secoli e millenni, e non in minuti e giorni. La natura fissa il punto di non ritorno in un secolo in cui si sommano determinate condizioni.

Gli elementi in gioco: calore, acqua, con annessi e connessi, come uragani, terremoti, deriva dei continenti, causano un processo di involuzione. Dopo in Big Bang, in fisica, viene ipotizzato il Big Crunch. Non è solo un’ipotesi scientifica.

L’evoluzione si interpreta così: “È la trasformazione di un elemento, da una natura semplice, a una più complessa”. Da un’atomo, o particella, all’uomo.

L’involuzione ha queste caratteristiche: “Quando in un elemento cessa la spinta evolutiva, inizia un processo inverso che lo riporta alle origini, o alla disgregazione”.

Per l’Italia.

Non riusciremo a vivere in un’isola felice, incontaminata, e priva di problemi. Ma abbiamo la possibilità di fare fronte comune per preservarla il più possibile. Anche al di là delle decisioni degli stati confinanti.

Ma con gli stati dell’area del Mediterraneo dobbiamo fare accordi per difendere il mare che abbiamo in comune. Per noi non è solo una fonte turistica, ma anche di sopravvivenza.

Questi sono i tempi giusti per fare quelle opere che riguardano anche il mezzogiorno, tante volte promesse, ma mai realizzate. Abbiamo tutte le condizioni ottimali: il governo giusto, i fondi dall’Europa. Il resto lo dobbiamo mettere noi.

Non parlo quasi mai di politica, in questo scritto farò un’eccezione. Il governo, con presidente Draghi, comunque sia composto, mi auguro che arrivi a fine legislatura. Penso che sia il tempo minimo per fare qualcosa d’importante.

Le riforme mai fatte del passato, sono la causa prima dell’incompetenza, poi di un certo lassismo, che diventa in alcuni casi complicità, e infine del menefreghismo tipico di chi sa che non può essere licenziato. È tempo di fare.

Muoversi per il territorio solo con mezzi elettrici. Tutto ciò che è possibile, farlo muovere con l’elettricità. In tutte le abitazioni portare elettricità green.

Dovunque, in ogni luogo possibile. Anche per non dipendere troppo dalle centrali nucleari di oltralpe. Treni, solo elettrici, devono servire tutte le città della penisola e delle isole. Dirottare la stragrande maggioranza delle merci sui treni.

La Tav ridurrà non solo i tempi di percorrenza, ma sarà un buon competitore per i viaggi in aereo sul territorio. Questi sono investimenti che daranno frutto non solo nell’immediato, ma anche a lungo termine.

Questi progetti, per quanto riguarda l’occupazione si dimostreranno eccezionali. Pannelli solari fatti in Italia, le pale eoliche, i treni, chiederanno centinaia di migliaia di occupati perché non c’è solo la costruzione, ma anche la gestione e la manutenzione, oltre alla nascita di migliaia di attività collaterali.

Questi tre comparti formeranno dipendenti con un livello di specializzazione elevato. Ma sarà importante iniziare a dirottare, fin da oggi, studenti verso istituti tecnici. Dalla meccanica all’informatica, e poi ingegneri, architetti, chimici, etc.

Rimane lo smaltimento dei rifiuti. Già siamo in difficoltà con gli inceneritori, dove politici incompetenti, e codardi, hanno fatto battaglie sbagliate, figurarsi quando arriveranno montagne di rifiuti speciali come le batterie, e di natura tecnologica. 

Un politico del governo ha detto che, dato l’aumento di richiesta di energia, potremmo riparlare del nucleare. A parte che abbiamo fatto un referendum su questo, gli italiani non vogliono gli inceneritori, figurarsi una centrale nucleare.

Dobbiamo ringraziare i verdi degli anni settanta, dei politici ideologizzati incompetenti, faziosi, e senza scrupoli, se siamo messi così male. Un paese civile, ha politici che si occupano dei problemi, e li risolvono al meglio. Sempre. Non mettono la polvere sotto il tappeto.

Nella nostra provincia: Reggio Emilia, esiste il progetto di una diga nella località di Vetto d’Enza, dal 1.858, quasi due secoli fa. Opera mai realizzata.

Un politico degli anni settanta/ottanta, con un enorme pollice verde, fece di tutto per bloccare l’esecuzione di questa opera perché nel fiume Enza vivevano, a suo dire, due lontre, e si doveva salvare quella specie in via di estinzione. C’è riuscito. Roba da non credere.

Lo scioglimento dei ghiacciai dell’Antartide, non  aspetterà, con la nostra stessa pazienza, che arrivino dei politici volenterosi a fare diga per difendere il destino del pianeta e dei suoi abitanti.

https://pixabay.com/it/photos/animale-animali-antartide-becchi-262

Se parlassimo invece  del futuro dei pinguini? Forse potremmo trovare più facilmente dei sostenitori di questa causa in ogni schieramento politico? Mah. Non lo sapremo mai.

Se in ciò che scrivo, trovi qualche cosa d’interessante, lascia una recensione e: PASSA PAROLA. – info@mariogarretto.it

Comincia la discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *