Una ricerca infinita

Una ricerca infinita!

Cap. 2: Sulle tracce dello Spirito Santo.

Siamo oltre il punto di non ritorno? Difficile dirlo. La maggior parte dell’umanità si comporta, e vive, con la sicurezza che ci sia sempre un domani, come se il domani venisse a caso, e non da un insieme di decisioni che abbiamo preso noi.

Ma, anche in questo caso, dipende dai punti di vista. O meglio: ognuno di noi ha un suo punto di vista. Fra i tanti eventi che concorrono per determinare il domani ci siamo noi, singolarmente o collettivamente, al centro: il caso non esiste.

A proposito di punti di vista, vi faccio un esempio: la terra gira su se stessa a millesettecento chilometri l’ora circa. Se si usa come punto di riferimento il Nord, va in senso antiorario. Se invece ci si volta a Sud la terra gira in senso orario.

In ogni caso è accettato, dalla comunità scientifica, che si usi il nord come punto di riferimento. Ogni dato scientifico, quando è divulgato (pubblicato), deve essere incontrovertibile, cioè matematicamente esatto e dimostrabile (Galileo Galilei).

Per semplificare, è la storia dei quatto amici che vanno al cinema. Alla fine del film, fanno commenti su ciò che hanno visto, e sembra quasi che abbiano guardato quattro film diversi. E caso mai hanno tutti ragione? Meno uno. Sempre.

Perché c’è sempre chi non guarda il reale, ma trasporta ciò che vede, o sente, in un immaginario fantastico che crea con la sua mente, e da li esprime il suo parere. Non è perché ha solo lo spirito del bastian contrario, ma è malato di fantasie.

Prendiamo ad esempio i Terrapiattisti o i Novax. Non voglio entrare in polemica con loro perché sarebbe una perdita di tempo. Non cambierebbero opinione.

Considerando che fra loro ci sono persone con un’elevata cultura, agli altri devo dire (avvisarli) che, questi, li stanno prendendo per i fondelli, cioè li usano, per guadagnare denaro con la pubblicità su Internet: un click e vai, soldi facili.

A questo mondo c’è chi ha ragioni da vendere per lamentarsi: cinquanta gradi al sole o quaranta sottozero, siccità, mancanza di acqua potabile, di cibo, di medicine.

Altri invece, passano il tempo a lamentarsi perché vorrebbero l’auto di lusso, la villa al mare, l’orologio d’oro al polso. Sono sempre in competizione come se la guerra fosse un modo di vivere, e lo invidia l’origine di tutti i pensieri che fanno.

Aggiungo una nuova categoria: i complottisti. Che stress. Sono comportamenti senza valore a giudicare dall’intelligenza di cui siamo dotati: uomini sapienti. In una cosa siamo tutti simili, il lamento: “In noi c’è qualche cosa che non va”.

Siamo un’umanità irrequieta, più portata all’auto distruzione che alla coesione e alla condivisione. L’individualità emerge. Gli egoismi la fanno da padrone.

Lo status symbol è indossato come un vestito e non come un’essenza. L’apparenza domina, la bugia è stata sdoganata. L’inganno è l’obiettivo di tutti i mezzi di comunicazione e delle multinazionali: più spettatori, più consumatori.

Tutti (o quasi) mentono, e non importa in quale livello della società, o in che ruolo sono impegnati. Se ci ritrovassimo nello studio di uno psichiatra, la diagnosi sarebbe uguale per tutti: siamo una generazione di persone infelici.

Abbiamo cercato la consolazione nel possesso dei beni materiali, ma non è servito a nulla. E’ dentro di noi che dobbiamo guardare.

Anche quando ci siamo rifugiati nella religione, non abbiamo ricevuto una gioia duratura, e nemmeno consolazione.

Perché? Cristo ci ha proposto una legge d’Amore. Non ha funzionato. E’ da quando esistiamo che ci facciamo la guerra, e, alcune, sono ancora in corso. E’ colpa nostra, ammettiamolo, ma le religioni ci hanno messo del suo, e tanto.

Gesù ha promesso agli Apostoli che, su di loro, sarebbe sceso lo Spirito Santo. Non è successo. Forse un errore di traduzione dello scriba? Alla fine si sono dispersi. Paolo, ha pensato bene di fondare una religione con il culto del Dio degli eserciti.

In palese contraddizione con la predicazione di Gesù: “Dividi e impera”, questo è il motto. Che non vale solo per la politica. Prendiamo ad esempio la religione cattolica. È come un albero con più di quaranta ramificazioni, o divisioni.

L’islam, ha due rami principali: Sciiti e Sunniti, in seno al quale sono nati venti, e più, movimenti, alcuni dei quali integralisti.

Stessa sorte è successa all’Induismo. Pensate solo alle differenze che ci sono fra il Buddhismo Indiano e quello Tibetano: sono abissali.

In questo quadro, per nulla rassicurante, un aforisma di Gandhi mi consola: “ Se tutte le strade portano a Dio, che t’importa di quale percorro io”. Ha ragione da vendere. Non ci rimane che farcela da soli una religione con un kit fai-da-te, se esiste.

Le divisioni non finiscono qui. Pensate ai Vangeli. Ce ne sono quattro considerati canonici. E un numero imprecisato di apocrifi, per raccontarci vita e pensieri di Gesù di Nazareth, che sono sfuggiti agli inviati della chiesa.

Non esiste un vangelo unico completo, anche se Matteo e Luca hanno cercato di farlo con un timido tentativo. Esisteva un vangelo unico scritto da Taziano il Siro nel 150 d.C. poi giudicato eretico dai vari vescovi e dai concili della religione nascente.

Non hanno fatto solo questo. La religione nascente ha mandato i suoi uomini alla ricerca di tutti i documenti che parlavano di Gesù, e quant’altro non fosse in linea con il loro personale canone, in tutte le parti del mondo conosciuto e non, fino a oggi.

A quei tempi andarono in Siria, in Grecia, nei paesi della valle dell’Indo, in India. Il nascente stato ebraico aveva relazioni commerciali con molte nazioni, dal Libano, fino all’India, grazie alla vie carovaniere. E anche per altri motivi.

Ci sono notizie di consistenti migrazioni di clan, o tribù israeliane, ai tempi della dominazione dei Babilonesi: Nabucodonosor 597 a.C., di Alessandro Magno 332 a.C., Romana 63 a.C., fino alle regioni del Kashmir, ai confini con il Tibet e in India. (Sulle tracce di Gesù l’Esseno, Fida M. Hassain ed. Amrita.)

Mt 10-5,6: “Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; 6 rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele”.  Mt 15- 24: Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d’Israele”.

Gv 4-22: “Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei”.  (www.laparola.net) 

Nei Vangeli questo è quanto afferma Gesù sulla sua missione. Gesù aveva la vocazione del predicatore errante, in linea con la sua missione. Infatti, quando mandò gli apostoli, essi andarono allo stesso modo in cui lui si presentava alla gente.

Non continuo altrimenti vado fuori tema. C’è da chiedersi allora dove è finito lo Spirito Santo. Gesù non lo ritengo in grado di parlare a sproposito. Sugli apostoli non è sceso e la storia lo dimostra, questa è la mia opinione.

E, poiché tutto ciò che scrivo, si basa sulla mia opinione, vi dirò, dove secondo me si trova. Badate bene, lo abbiamo avuto sotto gli occhi da sempre e nessuno, mai, se n’è accorto. Ho esagerato! C’è chi l’ha trovato, ma non sta a me censirlo.

Lo Spirito Santo è all’interno delle parabole! Il significato profondo, che si rivela dopo una lunga e attenta lettura, è per merito dello Spirito Santo, che si mette in comunione con chi persevera nella ricerca del perché della vita, e della divinità.

Il fatto stesso che la comprensione delle parabole non avviene immediatamente, ma piano piano, e progressivamente, è un esempio di pedagogia divina.

Non ci deve convincere. Siamo noi che dobbiamo arrivare a capire il perché siamo in questa vita, com’è meglio viverla, e com’è giusto che sia.

Nuove rivelazioni avvengono a distanza di anni, diverse dalle precedenti, ma in linea con loro. Prima di scriverlo ho cercato conferme della mia opinione facendo un contraddittorio con me stesso. Non sono un superbo, solo che non volevo essere preso per matto.

Ho messo a confronto la mia opinione con tutto quello che conoscevo e che ero capace di ricordare. Ho cercato di utilizzare al meglio il principio di non contraddizione, e gli elementi base dell’esposizione delle tematiche.

Come sono presentati i temi in filosofia, o nei trattati scientifici? Si parte da un’affermazione di principio, o se volete dal titolo che si da al trattato. Poi sono esposti, in progressione, i capitoli del tema in sintesi come fossero una sinossi.

Un breve esempio di titoli: “So di non sapere” Socrate. “I principi della ragione sufficiente”, Gottfried W. Von Leibnitz. “La meccanica quantistica”, Max Planck. “Principio di indeterminazione” di Werner K. Heisemberg.

Per ultimo, sono presentati gli argomenti, o le prove, che tendono a dimostrare quanto si afferma, capitolo per capitolo, in esteso. Nei trattati scientifici si da una prova provata, ripetibile, matematicamente esatta, di ciò che si è scoperto.

Tutto questo non esclude pareri paralleli anche loro esatti, o metodi scientifici diversi come impostazione, ma che portano allo stesso risultato. Osservate cosa sta succedendo con i vaccini. Metodi diversi, per un unico risultato.

Naturalmente dobbiamo sempre tenere presente che tutto si evolve. I tempi cambiano. Noi cambiamo. La nostra intelligenza è sempre più potente ed evoluta.

La natura, l’ambiente, la società: tutto cambia. La tecnologia dimostra che siamo intelligenti come angeli, ma l’ambiente ci dice che siamo cattivi come demoni.

Ritorno ai Vangeli. Sappiamo che sono stati scritti decine di anni dopo la crocifissione di Gesù. Che sono stati tradotti dal Greco o dall’Aramaico. Scritti in Latino e, infine, tradotti in Italiano.

Nessuno dei quattro vangeli canonici risulta scritto da un apostolo direttamente. Tutti si basano sul tramando orale, perciò immaginatevi le difficoltà di raccolta delle informazioni e quanto potevano essere lacunose, o distorte.

Ad ogni modo, alla fine, sono stati anche migliorati come narrazione, e le lacune, in qualche modo, colmate. Rimane il fatto che, l’unico Vangelo, che riportava per intero tutta la storia di Cristo, è stato giudicato eretico dalla chiesa nascente.

Tutte le religioni esistenti si sono secolarizzate. Nessuna di loro chiede perdono all’umanità per gli errori commessi in passato, e che commettono ancora. Non ci vuole Einstein per capire che la Bibbia non è stata scritta da Dio.

Il Dio della Bibbia ha, nel presente, ancora le mani sporche di sangue. Gesù non poteva abbandonare lo Spirito Santo sulle spalle di uomini che la storia, ci dice, non essere ancora pronti per riceverlo.

Pietro, era preda di una fede furiosa che lo faceva vacillare nel momento del pericolo, ed egli metteva in bocca parole avventate nel momento del bisogno.

Giovanni invece aveva capito la spiritualità di Gesù e la distanza di Pietro da quella verità. Se ne andò amareggiato, e si rifugiò a Efeso, chiudendo tutti i rapporti con gli altri Apostoli. Poi arrivò Paolo.

Con lui iniziarono i nostri problemi. Gesù predicava una filosofia di vita basata sulla pace e la libertà. Le religioni predicano un’appartenenza chiusa ed egoista.

Un insieme di precetti, di leggi, di obblighi, che, di fatto, imprigionano l’essere umano fisicamente e spiritualmente. Dio non è più la perfezione dell’intelligenza da imitare, ma un Padre seduto su un trono da adorare, pena l’esclusione, o la morte.

E gli altri? Non sono più il prossimo, ma degli animali che si devono convertire. Lo Spirito Santo è sempre stato con noi. E’ all’interno delle parabole, ma solo ai volenterosi si rivela aiutandoli a capire ciò che leggono.

Il libro della Vita potrebbe essere composto in questo modo. Il titolo: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. La sinossi e composta dalle Beatitudini, dai Guai e dagli Ammonimenti. I capitoli del libro dalle Parabole.

Questa composizione rispecchia la Trinità divina: il Padre, il titolo. Il Figlio le Beatitudini. Lo Spirito Santo è nelle parabole. Quale posizione migliore di questa possiamo trovare. Ma, c’è un ma…

I Vangeli sono divisi fra loro. Negli ultimi duemila anni nessuno, a parte il sottoscritto, ha avuto il coraggio di comporre un Vangelo unico. Gesù, in uno dei suoi tanti sermoni dice: “Una casa divisa in se stessa, cade in rovina”. Mt 12-22,30, Lc 11-15,17.

Diatessaron, il romanzo del cristianesimo, che trovate nella rete, l’ho pubblicato a mie spese. All’inizio ho cercato un editore: due di loro mi hanno risposto che non potevano pubblicarlo (?) senza specificare il perché, anche se uno dei due qualcosa disse…

Altre case editrici, risposero che non faceva parte della loro linea editoriale. Due di queste accompagnarono la risposta con offese più o meno velate.

Dal: chi si crede di essere, al, persone come lei (profeti, invasati, pazzi?), ce ne sono anche troppe la fuori. Nel caso servissero, e per futura memoria, ho conservato copie e originali di queste comunicazioni.

Beh, che dire. Il mio libro è unico al mondo. Ne ho composte due versioni abbastanza diverse fra loro, con il titolo: Armonia* e Diatessaron.                                

*Il libro Armonia precede di anni Diatessaron ed è stato pubblicato da una piccola casa editrice.

Il primo: Armonia, si limita a riportare la fusione integrale dei Vangeli con un’introduzione sintetizzata del Vangelo di Giacomo il Minore.

In Diatessaron, la narrazione è in una versione più estesa, alla quale concorrono diversi apocrifi e otto capitoli degli Atti, anche loro opportunamente sintetizzati.

Tutti i testi, al di fuori dei Vangeli canonici, sono stati selezionati e sintetizzati. Diatessaron, a mio parere, è diventato un romanzo: il Romanzo del Cristianesimo.

Un’ultima nota. Quando ho fatto la fusione delle Beatitudini, mi sono accorto che rappresentavano qualche cosa di diverso dalle parabole (cap. 29). Sono come un libro a se stante. C’è voluto il suo tempo per arrivare a concepire questo.

Se qualcuno pensa che sia solo una fantasia, beh, concedetemelo, è la mia fantasia. Voi siete liberi di pensarla come volete. Anch’io ho la vostra stessa libertà.

 

P.S. Se, in ciò che scrivo, trovi qualche cosa d’interessante, ricorda, che gli articoli, in questa sezione, sono su base spirituale. La spiritualità non è una religione, ma una filosofia. PASSA PAROLA ad amici e conoscenti, anche via social. – info@mariogarretto.it 

 

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Una risposta a “<span class="hpt_headertitle">Una ricerca infinita</span>”

  1. izle dice:

    I loved your blog article. Thanks Again. Keep writing. Aurora Kilian Joceline

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