Mens Sana 30. -“Il progetto Frankenstein”. – 3° parte.

La grande avventura

Cap. 30 –  “Il progetto Frankenstein” 3° parte. (riveduto e corretto).

Il progetto Frankenstein si sta realizzando.

L’uomo apparve sulla terra parecchie centinaia di migliaia d’anni fa e per molto tempo visse una vita primitiva, dedicata soprattutto alla sopravvivenza, alla quale si sommerà, per deduzione, la scoperta delle proprie capacità manuali e possibilità intellettuali.

Le necessità imposte dalla sopravvivenza, assorbivano tutte le energie fisiche e intellettuali della razza umana di allora. Anche le fattezze fisiche erano una conseguenza di questo sforzo ed erano proporzionate alle caratteristiche dell’ambiente.

Ambiente nel quale l’essere umanoide non aveva la possibilità, e nemmeno la capacità, di modifica. Poteva solo cercare di integrarsi per riuscire a sopravvivere. Non erano sprovvisti di mezzi a parte quelli naturali: pietre, bastoni..

Gli ominidi, ad ogni modo, potevano contare su dei mezzi straordinari e unici in natura:   la mano e il pollice opponibile, un cervello più grande, la capacità di ragionare, la parola. Noi, con la nostra esistenza, ne siamo i testimoni e gli eredi.

Poi la scoperta dei rudimenti della tecnica e della tecnologia. Quando ebbe inizio, l’era dell’Uomo Sapiens? Presumibilmente, ma è un’approssimazione, iniziò dai duecentocinquanta-quattrocentomila anni fa, anche se a noi si rivela solo dopo l’ultima glaciazione e il “Diluvio Universale”, con la civiltà Sumera, otto-diecimila anni fa.

Non ci sono documenti storici che indicano dove, come e quando sia nata questa civiltà che si è dimostrata molto, troppo avanzata per i suoi tempi.

Foto:  Uomini Primitivi

L’evoluzione tecnologica fa un balzo in avanti.

Molte popolazioni iniziarono ad abbandonare il nomadismo per la stanzialità, cui seguirono le costruzioni di villaggi, paesi e città.  La grande svolta ha inizio, come fattore principale, a seguito della maggiore diffusione dell’agricoltura che richiede una presenza costante dell’agricoltore.

L’umanità, per le sempre maggiori esigenze alimentari, passa dall’essere raccoglitori e cacciatori, allo status di coltivatori e allevatori.

L’invenzione della ruota moderna, nel mondo da noi storicamente conosciuto, si perde nel tempo. All’inizio si usavano ruote di sasso, o di legno pieno.

La modifica della ruota piena con quella a raggi diede inizio all’era moderna cui contribuì l’entrata in scena di un nuovo animale per il traino dei carri: il cavallo.

Potente, agile, adatto anche a terreni sconnessi, i cavalli diedero un decisivo stimolo allo sviluppo della mobilità delle persone, delle merci, al commercio, alle costruzioni, ai trasporti, a guerre sempre più letali.

Non tutti i popoli della terra scoprirono la ruota: gli Indiani d’America del nord; Indio dell’America del sud; Aborigeni Australiani, tribù dell’Africa meridionale, anche in epoche più recenti non l’aveva.

Anche loro, purtroppo, trovavano il modo per combattersi ferocemente, come i così detti popoli evoluti.

Foto: Periodo Antico 

Le leghe e la scrittura: tecnica, tecnologia e scienza.

Lo sviluppo della civiltà umana fece letteralmente un balzo in avanti con la scoperta di forni ad alte temperature per la lavorazione  di nuovi metalli e leghe.

Non ci furono però solo dei benefici. Le guerre diventarono più distruttive con la fabbricazione di armi sempre più potenti: dalla selce e il bronzo al ferro e l’acciaio.

Lo scambio in uso nei commerci, cioè nell’acquisto e nella vendita delle merci, fu gradualmente sostituito dall’uso di monete, di valore dichiarato equivalente, d’oro, d’argento, e di rame.

La moneta fu una delle più grandi invenzioni dell’umanità. Per il semplice fatto che in natura non esisteva nulla di simile. Iniziò l’era di Mammona.

L’evoluzione della scrittura portò a forme di comunicazione di massa più complesse e complete. Le conoscenze diventarono di dominio comune a molte classi sociali.

Cessava gradualmente il pesante dispotismo delle corporazioni religiose che celavano gelosamente le loro conoscenze. Nacquero scuole, università laiche accanto a quelle religiose. 

Le forme di scrittura che si sono succedute, evolvendosi nel tempo, si possono riassumere con quest’ordine: Simboli, Graffiti (ominidi), Glifi, Pittogrammi, Logogrammi (Neanderthal, Cro-Magnon, indiani d’America, Maja, ecc.) Cuneiforme (Sumeri, Accadi, Babilonesi), Geroglifici (Egiziani), Alfabetica, era moderna.

Fu un susseguirsi continuo di scoperte. Molte discipline intellettuali nacquero e si svilupparono grazie alla scrittura: dalla matematica alla geometria, dall’architettura alla meccanica, dall’alchimia alla chimica, dalla filosofia alla fisica.

Foto : Il Fiorino

Dalle pergamene ai libri: la memoria del genere umano.

Si diffusero in modo esponenziale gli insegnamenti riferiti alle divinità, a Dio, e tramandati nei libri: Krisna, Confucio, Buddha, Mosè, Cristo, Maometto e tanti altri lasciarono scritto, o chi per loro, nei libri, e nella storia, la loro visione del divino

Cristo segnò, come uno spartiacque, il periodo del risveglio d’anima dell’umanità. Porta una nuova conoscenza di Dio e della sua unica Legge: la Legge d’Amore. Di fatto è un’autentica rivoluzione concettuale. Non fu accettato dalla religione esistente e dal sistema politico.

Gli insegnamenti spirituali, volendo, per noi iniziarono ufficialmente con i Dieci Comandamenti (è doveroso avere dei punti di riferimento anche se non proprio ortodossi altrimenti tutto rimane confuso).

Faccio una pausa per dire: se li osservate bene, i dieci comandamenti, applicati alla nostra vita, dovevano aiutarci, con l’uso del pensiero, della ragione e della coscienza, a fornirci un’etica di vita, conoscendo la differenza fra il bene e il male.

In sintesi, l’insegnamento di Gesù ci dice che sta a ognuno di noi fare quell’evoluzione spirituale che ci porta al divino. Fra noi e Dio non ci devono essere intermediari.

Possiamo avere amici di viaggio, ma non sostituti o rappresentanti di Dio, e men che meno complici. Ciò che compete al singolo è una sua incombenza.

Foto: La Pergamena

Lo strapotere delle religioni.

Che nulla ci sarà regalato (miracolosamente) oramai appare chiaro, ovvio ai più. Questo percorso (evoluzione), noi come umanità,   lo possiamo fare in due modi: nella gioia (partecipando alla vita) o nel dolore (paura della morte).

Nella gioia (della vita per la vita) ci vuole partecipazione. Nessuno di noi sarà esentato dall’errore. In entrambi i casi ci arriveremo volenti o dolenti. Quando? Nessuno lo sa. Come? Nessuno lo sa. Anche se…. . Nei Vangeli ci sono molte profezie.

Ogni razza si deve confrontare con le sue possibilità di comprensione consentite dallo stadio evolutivo spirituale nel quale si trova, che non ha nulla da vedere con l’evoluzione raggiunta con la tecnologica e la scienza.

Le religioni sono state la causa del rallentamento dell’evoluzione spirituale dell’umanità e hanno impedito la pace fra i popoli, e impediscono il diffondersi dell’amore e della fraternità nell’umanità. In tutte c’è una necessità di base: l’appartenenza. Nemica della fraternità.

Iniziamo a guardare in faccia le cose e giudichiamole per quello che sono. Usiamo il buon senso. Ora, tornando al Dio divino, per intenderci quello citato da Cristo, Lui ha predisposto tutto questo affinché noi si possa fare questo cammino evolutivo (nel miglior modo possibile).

Ci ha dato una forma, dei mezzi intellettuali, la parola, la nostra mano. Un ambiente idoneo dove svilupparci e il tempo suddiviso in epoche evolutive. Ha predisposto dei periodi evolutivi proporzionati al nostro grado di comprensione spirituale. Leggi la parabola dei vignaioli omicidi: Mt 21-33,44 –  Mc 12-1,11 – Lc 20-9,18.

I Vangeli sono un trattato di Pedagogia. Non hanno nulla di religioso, o che richiami a una religione. Cristo non si è mai occupato di politica: Mt 22-21 – Mc 12-17 – Lc 20-25.

Ecco cosa non dovevano fare coloro che si sono inventati il ruolo di maestri, o di pastori dell’umanità: trasformare i Vangeli in religione. “Beato chi ascolta la parola di Dio e la mette in pratica” Lc 27-28.

Invece si sono ammantati di sete ricamate, con ori e gemme preziose, costruito cattedrali con le donazioni dei ricchi ai quali vendevano assoluzioni e promettevano paradisi. La parabola della cacciata dei mercanti dal tempio (Mt 21-12,17 – Lc 19-45,48) è esplicita. Scherzi del potere.

Foto: Il Decalogo

L’avvento di una nuova e potente divinità: Mammona.

Ora è tardi. Non possiamo recuperare il tempo perduto. Per giustificarci abbiamo cambiato Dio. È passato il tempo dei rimorsi, dei falsi pentimenti, delle infinite preghiere. Il Dio delle religioni è ormai il passato. Mammona è il nostro nuovo Dio.

Non è veramente una novità di oggi, c’è da sempre, ma mai aveva manifestato il suo potere come nel tempo del Covid-19. Si è tolto il velo d’ipocrisia e ci impone il suo dogma: “L’economia è più importante della vita umana”. E pensare che facciamo i moralisti con l’eutanasia.

Ogni pezzetto di questo mondo ha un padrone. Nelle città, senza soldi, non c’è possibilità di sopravvivenza. Stiamo sfruttando tutte le risorse del pianeta senza scrupoli. Abbiamo messo in forse le nostre possibilità di sopravvivenza e per cosa? Per Mammona?

Manca solo che gli dedichiamo una delle tante chiese che non si usano più per mancanza di fedeli, e il gioco è fatto. Ma, Mammona non ne ha bisogno, ha già le sue cattedrali.

Foto: Ottimismo Sull’Oro

C’è un prezzo da pagare, e sarà altissimo.

Noi, esseri umani, a questo punto, ci dobbiamo interrogare. Chiedere alla nostra coscienza come stanno le cose. E se qualcuno negherà, mi auguro per lei/lui che sia sincero con se stesso.

Desidero solo ricordarvi il titolo di un libro di Osho: “La mente che mente” (Ed. Feltrinelli, aut. Osho), non solo a se stessa, ma anche alla sua coscienza, aggiungo io.

Se pensiamo che la tecnologia risolverà i nostri problemi stiamo sbagliando ancora una volta indirizzo.

Dovremo confrontarci con i danni causati all’ambiente. La terra è un pianeta vivo e la sua vita, e la nostra, si basa su equilibri che sono minacciati dal nostro dissennato intervento.   I Ghiacciai si stanno sciogliendo.

Questo fenomeno, in passato, era il preludio per una nuova glaciazione. Non abbiamo più un Dio cui chiedere un miracolo. Non ci sarà un nuovo Noè.

Inoltre Mammona non vuole fra i piedi dei pedanti moralisti. L’oro è un metallo eterno! Noi no, ma non importa, verranno altri al nostro posto: morto un papa se ne fa un altro. Dice così il detto.

Foto: Riscaldamento Globale

 Mario Garretto

Gli articoli che propongo, sono scritti seguendo una linea prettamente spirituale, filosofica e pedagogica. Nel succedersi dei commenti alcuni concetti si possono ripetere.

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