Una ricerca infinita 5 – Profezie nei Vangeli: ultimo atto. –

Una ricerca infinita.

Cap. 5 – Profezie nei Vangeli: ultimo atto.

Il mio viaggio nelle profezie è arrivato alla fine. Rimaneva solo di mettere per iscritto ciò che è emerso nel mio ultra decennale studio sulle religioni, e i Vangeli in particolare.

Durante questi anni di studio sono arrivato a una convinzione: che le vere profezie non sono quelle annunciate a monito, oppure sventolate come spade, ma quelle intrinseche nel discorso.

Molti di noi considerano Gesù un essere divino. Purtroppo la divinità, si manifesta secondo dei parametri che non sono uguali per tutti. Ecco perché siamo divisi da tante opinioni diverse. Da qui la difficoltà di interpretare le sue parole.

Ora vi racconto il perché di questa mia convinzione e che cosa ho trovato nel mio lungo studio. Tutto è iniziato quando decisi di fare la fusione dei Vangeli canonici. Mi posi una sola condizione: che ne valesse la pena.

Che vuole dire, visto la delusione (è un eufemismo) che ho provato nella lettura approfondita della Bibbia, decisi di andare avanti con la mia idea, solo se avessi trovato traccia della tanto decantata divinità di Gesù.

Adottai un metodo semplice, ma che si rivelò efficace. Dalle mie parti si dice: “Tagliare basso”. Iniziai con il cancellare tutti i miracoli, poi i richiami a detti di profeti, crocifissione, resurrezione, trasfigurazione, la camminata sull’acqua, genealogia, e così via.

Se in Gesù c’era divinità, si sarebbe potuta vedere da ciò che rimaneva: “In ogni passo di Dio si vede la divinità”. Questa è la mia opinione.

Passai al vaglio tutte le parabole, e tagliai tutto ciò che non mi sembrava sufficientemente spirituale. Dei quattro Vangeli canonici rimase ben poco. E fu a questo punto che iniziarono le sorprese.

Ho scritto in altri articoli alcune cose al riguardo che cercherò di non ripetere, per quanto mi sia possibile. Questo specifico lavoro è durato non meno di dieci anni, e ancora oggi scrivo articoli su questi temi.

Non vi dirò ciò che ho provato nella rilettura di ciò che è rimasto, dirò solo che la rabbia e la delusione (non si riferisce ai vangeli, ma al Vecchio Testamento) erano i sentimenti prevalenti nella mia mente.

Breve, e in estrema sintesi. I Vangeli si possono ridurre a quattro espressioni di principio. Uso la sinteticità perché non voglio annoiarvi:

  1. Ama il prossimo tuo, come te stesso”. Mc 12-28,34 – Mt 22-35,40
  2. Bearti i poveri di spirito, perché di loro è il regno dei cieli” Mt 5-1,12.
  3. Beati sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”. Lc 11-28
  4. Abbiamo fatto tutto ciò che ci è stato ordinato, siamo servi inutili”. Lc 17-5,10

Ecco qua. Qualcuno di voi si chiederà che cosa centra questo con le profezie. In queste affermazioni, se volete, potete vederci le profezie intrinseche nel discorso, in altre parole: se non lo facciamo, cosa succede?

Attenzione al quarto punto. La prima domanda che possiamo porci è: perché dobbiamo farlo? Chi ce lo fa fare? La risposta è legata al perché della vita. L’unica risposta logica è che la vita ha un senso se si ha un motivo per viverla.

Dobbiamo unire al perché della vita, la nostra intelligenza, se vogliamo avere una risposta che dia un senso superiore a questa domanda. Vagliando tutte le possibilità, rimane solo questa l’unica, logica e sensata, strada da percorrere.

L’umanità è dotata di un’intelligenza di cui non conosciamo i limiti. In quest’affermazione non è compreso l’uso che ne facciamo. C’è una sproporzione fra la grandezza della nostra intelligenza e la vita materiale.

È evidente che c’è un fine in tutto questo. Siamo destinati forse a diffondere la vita nella galassia? Perché di ciò che stiamo facendo sulla terra, a nostro danno, e al pianeta che ci ospita, non sembra che ci sia un fine nobile o intelligente.

Per il momento, l’unico vero risultato a breve, se continuiamo così, è la distruzione del pianeta terra. E come conseguenza anche la nostra estinzione. Senza contare il trattamento che abbiamo riservato al regno animale e vegetale.

L’opzione di riserva, che io ritengo l’unica possibile, è legata a quanto dice Gesù: “Siate perfetti com’è perfetto il Padre vostro che è nei cieli”. Mt 5-38,48

Entro nello specifico esaminando le quattro affermazioni di principio, che, sempre secondo il mio parere, per un cristiano bastano e avanzano. Certo che in molte parabole, un aiutino per la comprensione si può trovare, ma facciamo finta di essere su di una nave, e queste sono il timone per guidarla.

Innanzi tutto, la perfezione che c’è chiesta da Gesù, in sintesi estrema, vuole dirci che possiamo diventare noi Dei in terra. Anche in questo caso ci faremo aiutare da illustri personaggi del passato:

Kurt Gödel: “Nessun sistema conosciuto può giustificare se stesso”.

Platone: “Dio è la massima espressione delle cose”.

Aristotele: “L’uomo è un animale razionale”.

Immanuel Kant: “L’amore non si può comandare”.

Khalil Gibran: “ Non c’è santo senza passato e non c’è peccatore senza futuro”.

Mahatma Ghandi: “Se tutte le strade portano a Dio, che t’importa di quale seguo io”.

Gottfried W. von Leibniz: “Non accade mai niente senza che vi sia una ragione sufficiente, […], nonostante che il più delle volte queste ragioni non ci siano note a sufficienza”. https://it.wikipedia.org/wiki/Principio_di_ragion_sufficiente#Leibniz

Padre Aldo Bergamaschi: “Il cristianesimo è una Rivoluzione Concettuale, che porta a una Novità Esistenziale”.

Alfred Einstein: “Complesso è il signore ma disonesto egli non è”.

Potrei continuare, ma è un elenco molto, troppo, lungo. Naturalmente non chiedo a nessuno di andarsi a leggere i testi che contengono questi aforismi. E nemmeno vi annoierò con lunghe spiegazioni di ciò che intendeva l’autore.

Oggi, il livello culturale medio dei lettori è sufficiente perché si abbia un’idea di quanto riportato sopra. Sono ancora nel campo delle profezie.

In tutte le parabole c’è una profezia, per capirla basta leggerle in senso negativo. Ma è uno sport che non mi piace praticare. Anche perché ci si può fare influenzare da un mondo di fantasia oscuro, pieno di ombre e paure.

Nel mio sito, ci sono gli approfondimenti su quanto scritto, negli articoli: “Una grande avventura”, – “Una ricerca infinita”, – “Il Vangelo della domenica”.

Un’ultima nota. La fusione integrale dei Vangeli permette di avere una visione ampliata delle parabole. Attualmente, nei vangeli divisi, si presentano al lettore incomplete, o scritte in modo sommario.

 Nel mio libro: “Diatessaron, il Romanzo del Cristianesimo”, troverete i Vangeli integralmente fusi fra loro. Come lettura è una novità mondiale assoluta. Nel sito, c’è un’offerta dedicata ai lettori, e una presentazione adeguata.

Le profezie nei Vangeli.

Tutto, o quasi, ciò che c’è scritto nei Vangeli è profezia. Cercherò di offrirvi una chiave di lettura, che non è solo inedita, ma anche un modo alternativo di approccio ai testi.

La tecnica da usare è nel definire il senso della parabola che state leggendo. Se in gioco c’è la materia, gli effetti sono materiali. Se invece riguardano la spiritualità, cioè l’amore, l’amicizia, ecc., devono essere letti come divenire.

Ma non solo. Ci sono le profezie intrinseche nel testo da sommare. Poi ci sono quelle cui si deve fare attenzione perché non sembrano pronunciate da Gesù. Ne porterò una ad esempio.

DIVENTARE: Divenire, venire a essere, trasformarsi in. Prendere forma o condizione nuova diversa da prima, in modo definitivo o temporaneo, oppure momentaneo. Ambiente di evoluzione.

Ecco alcuni esempi. Il primo riguarda l’ambiente materiale:

  • Se uno farà una lesione al suo prossimo, si farà a lui come egli ha fatto all’altro: frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; gli si farà la stessa lesione che egli ha fatto all’altro”.(Levitico 24, 19-20)

Ora un secondo esempio. Qui il divenire è svelato. Mt 5-1,12; Lc 6-20,23,36.

Beati i poveri nello spirito, perché di loro è il Regno dei cieli.

Beati sono gli afflitti, perché saranno consolati.

Beati sono i miti, perché erediteranno la terra.

Beati sono coloro che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati.

3) Il terzo esempio ad alcuni sembrerà inconsueto. Applicate la tecnica: se non la rispetto cosa succede? La profezia la immaginerete voi che leggete.

5) Non uccidere.

6) Non commettere atti impuri.

7) Non rubare.

8) Non dire falsa testimonianza.

E ora vi propongo di fare attenzione a ciò, che secondo me, è fatto dire a Gesù, nonostante che Lui abbia sconfessato la religione esistente.

Per essere più esauriente vi rimando alla lettura dell’Etica della Reciprocità, o la Regola d’Oro, che trovate anche su internet alla voce: https://it.wikipedia.org/wiki/Etica_della_reciprocit%C3%A0.

«Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti». Mt 7-12

Non mi basteranno quattro parole. Il cristianesimo ha le sue radici nella spiritualità. Anche l’Induismo e il Buddhismo l’hanno. Solo che sono nate prima del Cristianesimo. In quasi tutte le religioni, nella parte spirituale, potete leggere questa Regola D’Oro come parte integrante dei valori morali.

Il fatto che ci siano similitudini d’insegnamento è normale. Poniamo che si parli d’amore. Alla fine, tutti i discorsi convergono verso i valori morali e spirituali, che sono simili nelle religioni e in filosofia, in quasi tutto il pianeta.

Io punto il dito sulla parte finale della parabola, dove dice: la Legge e i Profeti. A mio avviso è un’aggiunta. Il Vangelo di Matteo è quasi un proclama religioso teso a far collimare Gesù con la religione, i profeti, e le profezie.

Ma Gesù ha detto che è venuto a completare (abolire) il Vecchio Testamento. Che prima di lui c’erano solo dei ladri e briganti. Ci disse di amare i nemici. Disse anche: “Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti…” Mt 23-23,39, e questi signori facevano parte della classe religiosa di allora.

Come nasce il Cristianesimo? Come ha potuto, un piccolo gruppo di uomini e donne, semplici persone, guidate da uno “sconosciuto” di nome Gesù, nato in uno sperduto paese della Palestina, lasciare nella storia dell’umanità un’impronta così indelebile da arrivare a sconvolgerne il cuore, le leggi, le tradizioni, le abitudini. Diatessaron risponde a questa domanda racchiudendo tutte le vicende accadute, sospese fra l’umano e il divino, in un unico grande racconto. Diatessaron vuole essere “un romanzo” che racconta, come, dove e perché, nasce il Cristianesimo. Non ha l’intenzione di sostituire i vangeli canonici, e nemmeno essere un apocrifo.

Alcune piccole note.

Alcuni approfondimenti li ho esclusi, perché fanno parte di temi ricorrenti. Le ripetizioni, alla fine, possono essere fastidiose. Confido che il lettore sia a conoscenza, anche sommaria, di quanto scritto, questo gli faciliterà la lettura.

Io ho dato al testo un indirizzo basato su convinzioni personali, ma sempre aperto a portare correzioni, o tagli, dove scopro l’errore, o un dire più preciso ed esaustivo. Chi mi legge, deve sentirsi libero di farsi una sua personale idea.

 E poi di farne ciò che ritiene meglio. Non voglio convincere nessuno. Come non sono affiliato a sette, o movimenti di qualsiasi natura. Non sento voci, e non ho una missione da compiere.

Ma non sono solo. Come compagno ho me stesso, e mi trovo bene con la mia controparte. Ho famiglia, amici, lettori, e tanti libri.

Sono alla ricerca del perché della vita. Ho trovato una possibile risposta alla mia domanda. Ve ne porto a conoscenza assieme alle motivazioni che mi conducono a credere che questa sia una risposta possibile.

Per adesso non ho di meglio, e non so se c’è qualcosa di migliore come risposta alla mia domanda. Ad ogni modo, anche se non è la più perfetta, la prospettiva che offre è il massimo che noi esseri umani, possiamo raggiungere.

Siamo dei religiosi che si fingono cristiani. Naturalmente non vuole essere un giudizio sui singoli, ma una constatazione di massima osservando l’andamento della convivenza fra i popoli, il ritorno degli integralismi, le guerre che non finiscono mai. E non incolpiamo sempre agli altri.

N.B. A questo punto, ritengo che ognuno di noi deve fare la sua ricerca, se vuole. Ciò che scoprirà sarà un suo traguardo personale dal quale ambire anche a qualcosa di superiore. Cosa?: “Quando l’allievo apre la porta appare il maestro”.

Non sono io il maestro, ma potete trovarlo nelle pagine del libro, se lo desiderate. Vi ho proposto il mio libro perché contiene i Vangeli canonici integralmente fusi fra loro con l’aggiunta di alcuni brani degli apocrifi attentamente selezionati e sintetizzati.

Mario Garretto        

Se in ciò che scrivo, trovi qualche cosa d’interessante, lascia una recensione e:

 PASSA PAROLA. – info@mariogarretto.it

Prossimamente … Una Ricerca infinita – Cap. 6->

Mostra i commenti

Unisciti alla discussione

Una risposta a “Una ricerca infinita 5 – Profezie nei Vangeli: ultimo atto. –”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *