Mens Sana 29 – “Il principio di tutto”.

La grande avventura

Cap. 29 – “Il progetto Frankenstein” 2° parte. (riveduto e corretto).

Creazione.

Tutti i popoli del mondo hanno una religione, con una credenza che inizia con una creazione: “Il principio di tutto”.

Nel 1931, Georges Lemaìtre -1894/1966-, fisico, astronomo, gesuita belga, ipotizzò che l’inizio della creazione fu una grande espansione dell’universo partita da una potente esplosione: il Big-Bang. Questo principio è stato accettato dalla scienza e dalla chiesa, e si dice anche da Einstein.

Dopo un periodo, di cui non si conosce la durata, s’ipotizza un Big-Crunch. Alla fine dell’espansione, se mai verrà, l’universo collasserà su se stesso.

Fra i popoli orientali di religione induista, la creazione inizia con la danza di Shiva, il creatore e il distruttore. Distrugge per creare nuovi universi. Ogni universo creato vive un suo ciclo. Alla fine di questa fase ritornerà la materia primordiale e Shiva ricostruirà altri universi per nuovi periodi evolutivi.

Nella Bibbia: “In Principio Dio creò…” in sei giorni e il settimo riposò. La Genesi è il primo libro della Bibbia. Nella letteratura si legge che è il tramando di testi più antichi scritti su tavolette di argilla con scrittura cuneiforme.

Se i sette giorni della creazione, si equiparassero a ere, o epoche, sarebbero abbastanza simili alle teorie scientifiche nella successione degli eventi. Anche in questo caso c’è una fine di tutto: Il Giudizio Universale. Nei Vangeli, in Mt 25-31,46, leggiamo del ritorno di Cristo, alla fine dei tempi, per giudicare l’umanità.  

Nelle tavolette a scrittura cuneiforme risalenti ai Sumeri, 4.500 anni a.C., la terra nacque dallo scontro fra il pianeta Tiamat e una luna di Nibiru, il grande pianeta dell’attraversamento. Tiamat, dalla collisione, fu divisa in due.

Una parte fu scagliata nella terza ordita partendo dal sole e fu chiamata Terra. La Terra attrasse la Luna che forse era un satellite di Tiamat. Marte passò nella quarta ordita: Sole, Mercurio, Venere, Terra, Marte.

Ciò che rimase, o forse solo una parte di Tiamat, formò la cintura di asteroidi che esiste fra Marte e Giove. Una cosa in tutto questo stupisce, è che migliaia di anni prima di Cristo, ci fossero popoli sulla terra: i Sumeri, gli Egizi, gli Induisti, e chissà chi altri ancora, che possedevano conoscenze astronomiche incredibili.

La fascia di asteroidi fu scoperta dal 1800 in poi. Nettuno fu scoperto nel 1846 e sono presenti nelle tavolette Sumere. Il nostro sistema solare era raffigurato con dodici pianeti. I nove (otto) conosciuti oggi, più il Sole, e la Luna, ai quali si aggiunge il pianeta dell’attraversamento: Nibiru. (Zecharia Sitchin Il Pianeta degli Dei ed. Piemme)

Foto: Il sistema solare in scala

Evoluzione.

Il principio evolutivo ebbe la sua entrata ufficiale nei circoli scientifici con Charles Darwin: 1809/1882, il 24 novembre 1859. Egli ipotizzò che le specie si evolvono grazie alla selezione naturale.

La sua teoria fu osteggiata con veemenza dalla religione perché ipotizzava che tutto ciò che esiste, essendo creazione di Dio, era perfetto e immutabile.

Prima di lui, il primo che immaginò una teoria dell’evoluzione fu: Jean Baptiste de Lamark, 1744/1829, ma le sue teorie non resistettero alle scoperte della scienza.

Foto: www.sapere.it

Reincarnazione.    

La Reincarnazione, altrimenti detta Metempsicosi, è una teoria presente nelle religioni orientali di radice Induista, Buddista e altre.

Fin dall’origine dei tempi, molti popoli, che non avevano vicinanza culturale e fisica fra loro, credevano nella vita dopo il trapasso. Lo spirito, alla morte del corpo, s’incarna in un nascituro, per continuare quell’evoluzione che lo porterà alla divinità.

In filosofia i precursori della metempsicosi furono Socrate e Platone. Nelle ere moderne la troviamo nelle culture spiritistiche. Nella Bibbia e nei Vangeli ci sono citazioni ma è chiamata: Risurrezione, che sarebbe un’altra cosa.

Risurrezione.

La teoria della risurrezione fu enunciata per la prima volta da Isaia: 26-19, uno dei cinque grandi profeti biblici. Poi in Daniele: 12-2. Negli Atti degli Apostoli: 4-2 e 17-32, e in alcune lettere di Paolo. (contributi; www.eticamente.net.)

Nei Vangeli in Mt 25-31,46, si parla del Giudizio Universale alla fine dei tempi.

Maria e la tomba vuota: Mt. 27-62,66; 28-1,15; Mc. 16-1,11; Lc. 24-1,10; Gv.20-1,18.

I discepoli di Emmaus: Lc. 24-13,35; Mc 16-12,13.

L’apparizione agli apostoli: Mt. 28-16,20; Mc. 16-14,18; Lc. 24-36,49; Gv. 20-19,30.

Al lago di Tiberiade: Gv. 21-1,14 (contributi: Diatessaron il Romanzo del Cristianesimo)

Foto: https://www.arte.it/raffaello/

Brevi considerazioni iniziali.

Ho riunito questi concetti per vedere se, con il loro contributo, riuscivamo a farci un’idea del perché della nostra vita. Anche approssimativa, nel senso che sarebbe un’opinione, comunque sensata, perché gli elementi presi in considerazione sono delle verità oggettive, fino a che non si dimostra il contrario.

E sì, dopo tanto indagare, ogni tanto necessita fare il punto della situazione. Abbiamo a disposizione un’infinità di conoscenze, e con questi mezzi tecnologici, la loro maggioranza è a portata di un clic.

Una parte consistente dell’umanità ha una buona/elevata conoscenza filosofica, scientifica, pedagogica e teologica. Non ha nessuna importanza se i punti d’inizio sono differenti, stiamo andando tutti nella stessa direzione. Con modi diversi, e anche con tempi differenti, dovuti più alle condizioni di base che alla propria volontà.

Non voglio dire che siamo, o siete, tutti intellettuali, scienziati o professori. Desidero solo affermare che il livello di cultura, e acculturamento individuale, sta raggiungendo livelli tali che permettono a molti di affrontare pensieri complessi.

Questi temi sono all’interno di discipline molto articolate che si possono rappresentare come un grande albero, con i suoi rami e le sue foglie.

Foto: https://pixabay.com

Alla ricerca della vita dopo la vita.

E’ dall’inizio dei tempi che gli esseri umani s’interrogano se esiste una vita dopo di questa. Non è una domanda semplice, perché se non s’ipotizza un “Prima”, e un “Dopo”, nessuna risposta può fornire ipotesi credibili.

Un’infinità di persone, forse milioni, si è cimentata in questa ricerca, inutile ricordarli tutti. Sappiamo che tutte le religioni, hanno nei loro libri delle risposte. Alcune delle quali regolarmente smentite dalla scienza, o dall’archeologia.

Più che ciò che è scritto nel testo, sono coloro che lo interpretano che mancano di umiltà, quando affermano che è scritto da Dio, o che lo vuole il Signore.

Scienziati, filosofi, ricercatori di ogni genere, anche di discipline esoteriche e spiritistiche, vanno alla ricerca di una risposta sulla vita dopo di questa. Ma se siamo ancora qui a cercare, vuole dire che nessuno l’ha trovata. Oppure ha sbagliato strada.

Alla scienza manca l’idea che ci sia un creatore alla base di tutto. Che non vuole dire che sia il Dio delle religioni. Inoltre bisogna da considerare che oltre al nostro universo c’è l’infinito, che è un concetto astruso e indecifrabile per noi umani.

Foto: Sherlock holmes baker street

Affermazioni di principio – attrezzi di lavoro.

Utilizzerò alcuni strumenti cardine, prettamente teoretici come le affermazioni di principio, che nessuno fino ad ora è riuscito a smentire, e di comparazione come: “Il principio di non contraddizione”.

Ecco la prima delle affermazioni di principio: “Nessun sistema conosciuto può giustificare se stesso”. Di Kurt Godel -1906/1978-, matematico e filosofo austriaco.

La seconda è di Platone -428-347- a.C.: “Dio è la massima espressione di tutte le cose”. E’ una sintesi ricavata dal II e dal X libro: La Repubblica di Platone.

La terza viene da Gottfried Leibniz, Lipsia -1646/1716-, matematico, filosofo, giurista, teologo. Nel principio della ragione sufficiente afferma: “Nessuna cosa può essere vera, o esistente, senza che vi sia una ragione sufficiente del perché sia così e non altrimenti”.

La quarta la metto io: “Il corpo è un mezzo e non un fine”. Se fosse un fine, non dovrebbe esserci la morte, e nemmeno un inizio.

La quinta, sempre dalla stessa fonte: “Un’Intelligenza, nasce –solo- da un’altra intelligenza”. Essa è un mezzo, anche se è rappresentato dalla possibilità del suo sviluppo, di cui non conosciamo il limite. Se fosse solo il mezzo per la continuazione della specie umana, ne basterebbe un milionesimo di quella che abbiamo.

Foto: Vector-images atom

Ora alcune considerazioni. 

Parliamo della creazione. Comunque sia avvenuta per noi, dopo svariati milioni di anni, è difficile ricostruirne l’inizio se non impossibile. Inoltre non è importante nella ricerca che sto facendo. Nessuno di noi può affermare che non ci sia stata una creazione perché tutto ciò che esiste ora, prima non c’era.

E’ una semplificazione e me ne rendo conto, ma è da quando esistiamo che cerchiamo una risposta. Sono state avanzate migliaia di teorie senza esito certo. Si deve dare ascolto a Kurt Godel: “Nessun sistema conosciuto….”

Se nella nostra ricerca arriviamo all’atomo primordiale dal quale scaturì il tutto, ci dobbiamo fermare perché non possiamo andare oltre. C’è chi ipotizza che prima c’era il nulla. E no! Il nulla non esiste. Questa è un’altra affermazione di principio che nessuno è riuscito a smentire.

L’atomo primordiale non può giustificare se stesso. Anche il nulla, se esistesse, non potrebbe giustificare se stesso. Affermare che sia una creazione di Dio, senza altri argomenti a supporto, può essere un’affermazione avventata. Per questo motivo, prima di trarre conclusioni è bene continuare la ricerca.

Non siamo dei primati, siamo esseri umani detti sapiens.

L’Evoluzione (contributo Grandi Dizionari Garzanti): sviluppo lento e graduale da una forma all’altra generalmente più completa e perfetta. Modificarsi per effetto di continue trasformazioni. Concetto di assai vasta estensione nella cultura moderna. 

Ho inserito questa citazione, presa dal dizionario, per chiarire la teoria di Darwin. Non ho l’ambizione di correggerlo, ma l’enunciato sopra riguarda le specie animali al cento per cento, mentre, nella razza umana, la percentuale diminuisce con l’aumento dell’intelligenza.

Le specie animali nascono condizionate dalla loro specie di origine, e dagli strumenti (corpo fisico) a loro disposizione. Noi nasciamo condizionati nel corpo e indifferenziati nella mente. Il nostro corpo può essere dominato dalle condizioni ambientali, dall’integrità di tutti gli organi, da come lo trattiamo.  

Per la mente il discorso è diverso. E vero che l’ambiente di origine può dare un’impronta al corpo, e alla mente, quasi indelebili, ma in noi esiste, se lo vogliamo utilizzare, il libero arbitrio.      

Dall’adolescenza in poi, possiamo modificare il corso della nostra vita e scegliere una nostra strada da percorrere.

La nostra intelligenza ci permette di acquisire svariati milioni d’informazioni. Per adesso, possiamo solo dire che assomiglia a un pozzo senza fondo. Questo non vuole dire che non ci siano dei limiti. Li troviamo nella capacità comprensione, nell’elaborazione dei dati, a volte anche di quelli più elementari.

Questi limiti li abbiamo, nella loro maggioranza, messi noi. Perché non siamo stati attenti, o non vi abbiamo dato importanza, forse non era il momento giusto, oppure avevamo altro da fare. Così il nostro cervello si avvia a diventare come una spugna bagnata lasciata al sole: duro, legnoso, lento e disconnesso.

Per nostra fortuna si evolve anche l’ambiente in cui viviamo, anche se, per semplice riflesso, o per trascinamento, un pezzetto di evoluzione la facciamo. Il pollice opponibile ci ha permesso di uscire dalla condizione dei primati, vediamo di fare qualche cosa di più che vivere: facendo passare il tempo o di combinare guai.

Foto: https://www.biblestudytools.com/

Reincarnazione o Risurrezione: a che punto siamo.

Prima di iniziare desidero dirvi che nessun essere umano, che io sappia, è andato nell’aldilà per vedere come stanno le cose, e nemmeno io l’ho fatto. Ne parlo perché sono circa cinquantanni che leggo, studio, di questi argomenti, andando alla ricerca del perché della vita. Ho preso atto che nello spiritismo se ne parla diffusamente.

Detta senza giri di parole, la reincarnazione avviene perché dentro di noi alberga uno spirito. Alla morte del corpo, dopo un periodo a noi sconosciuto, entra in quello di un nascituro per vivere una nuova vita terrena determinata, a grandi linee, da un destino o karma, all’interno di un progetto evolutivo che non riguarda solo il corpo.

Il libero arbitrio fa si che in tutti gli esseri umani ci sia la possibilità, o la capacità, di guidare la propria vita verso un traguardo prefissato. La maggioranza segue la corrente comune, non fa obiezioni sulla morale, sull’etica, perché sopravvivere, è la loro missione. Non è tutta colpa loro.

Nel frattempo serve prendere atto che una vita sola non ci basta per diventare perfetti come Dio. E qui entra in ballo la misericordia divina. Il processo di comprensione è lungo e passa attraverso diversi stadi: acquisizione della conoscenza, capacità di comprensione, sapienza, immedesimazione con la verità.

E’ ovvio che il tutto si basi sull’evoluzione della nostra intelligenza e la comprensione della verità. Vivere tante vite, in diversi modi, in ambienti dissimili gli uni dagli altri, da donne e da uomini, ci permette di conoscere, attraverso le esperienze, tantissime cose. Tutto rimane impresso nel nostro spirito per sempre.

Non tutti vorrebbero rinascere con il corpo che hanno.

La rincarnazione è la rinascita del corpo alla fine dei tempi quando ci sarà il ritorno di Cristo per giudicare tutti noi. E saremo tutti presenti. In che veste? Non è detto in Matteo -25-31,46-, posso solo dire che è l’unico Vangelo in cui è scritto.

Che le religioni sostengano l’esistenza di un giudizio finale lo capisco, ma che quelle in Matteo siano tutte parole di Gesù, ho delle perplessità.

Questa vita, è l’unica possibilità che abbiamo per diventare: “Perfetti come il Padre…?”. Nei profeti, e negli atti degli Apostoli, è detto esplicitamente così. In un’attenta lettura dei Vangeli, Cristo ne parla diversamente.

Cristo afferma che dentro di noi alberga lo spirito divino e siamo tutti figli di Dio. Questo smentisce Matteo e il suo Giudizio Finale, salvo che non lo s’interpreti diversamente: siamo della generazione di Adamo, Eva, Caino e Abele purtroppo.

Quando questa era finirà, ne inizierà un’altra? Se sì, non c’è dato di sapere come, dove e quando. Ma, questa, è un’altra storia.

Pensieri in libertà.

Cercherò di chiarire il mio pensiero riguardo a tre affermazioni di Gesù. La prima: “Nessun segno sarà dato a questa generazione…”. Cristo utilizza la parola “generazione” più di una volta nel Vangeli.

Non intendeva certo dire quella che intercorre fra un genitore e i suoi figli, si riferiva a noi: esseri umani, figli di Dio, in questa veste materiale, proiettati in quest’ambiente fino alla fine dei tempi.

La seconda: “La carne non giova a nulla….”. Siamo figli di Dio nello spirito che è in noi che per qualche motivo siamo qui, su questa terra, privati delle prerogative divine, per fare un percorso fra dolori, umiliazioni e privazioni. Non ci ha insegnato preghiere a parte il Padre Nostro, e nemmeno di fare lunghe meditazioni.

Tutta la predicazione di Cristo si basa su un’affermazione di principio di sette parole e riguarda il fare: “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Nelle tante parabole si trovano degli indizi su come farlo: quando, e perché. Il tutto in assoluta libertà, e nella misura che riteniamo più opportuna. Ci si può arrivare anche in una sola vita.

La terza affermazione è: “Quando il figlio dell’uomo….”. Lui dice di se di essere figlio d’uomo. Come siamo noi. Allora perché lo consideriamo un Dio?

Per i miracoli che ha fatto? Perché si è fatto crocifiggere? Probabilmente perché si è comportato come un Dio: “Complesso è il Signore, ma disonesto egli non è…”. (Einstein e la formula di Dio ed. Cavallo di Ferro – di Josè Rodrigues Dos Santos)

Sintesi finale.

Il nostro universo è stato creato per permettere la vita umana in queste fattezze. Lo spirito divino che è in noi, prende possesso della materia, le fornisce l’energia vitale e il quantum d’intelligenza appropriata ai tempi e agli scopi: Karma. Ogni reincarnazione è, di fatto, una nuova vita.

La natura non ha bisogno di noi. Non le siamo utili in niente. Viviamo grazie a lei e non viceversa. Ma non lo ricordiamo mai.

Perché siamo della stirpe di Adamo, Eva, Caino, Abele: bugiardi, traditori, assassini e martiri. Se la nostra esistenza avesse uno scopo diverso, al nostro spirito, il corpo materiale non servirebbe.

Allo spirito, un corpo di materia non serve. Per questo non credo alla rincarnazione. La materia per uno spirito è una prigione. La reincarnazione è la porta dell’evoluzione. Secoli, dopo secoli, per dare il tempo alla conoscenza di diventare sapienza ecc. Detta così può sembrare lenta, ma è solo per colpa nostra non di altri.

Naturalmente non è per tutti così. Fra noi chissà quanti hanno già capito. Ma non pensate che siano andati in paradiso. Ricordate la parabola del Figliol Prodigo?

O meglio, quella dell’adultera? Dio ci ha perdonati, ma non assolti. Tocca a noi dimostrare che abbiamo compreso: con i fatti, non con le parole.

La strada ci è stata suggerita e non imposta. La dobbiamo percorrere perché lo vogliamo, lo desideriamo, ma non per obbligo o convenienza.

Nel frattempo si deve vivere. Consideriamolo un terreno, dove fare pratica. Siamo degli apprendisti alla scuola divina, ma se continuiamo così, saremo bocciati all’esame finale.

L’esperienza è un alleato indispensabile alla nostra vita. Alleniamo il nostro cervello, non solo i muscoli. La forza fisica, in matematica non serve.

L’Amore ha tanti amici, l’Egoismo si circonda di alleati. E come diceva un mio caro amico: “Siamo intelligenti come Angeli, ma cattivi come demoni”

                                                                                                                                                      M.G.

Gli articoli che propongo, sono scritti seguendo una linea prettamente spirituale, filosofica e pedagogica. Nel succedersi dei commenti alcuni concetti si potrebbero ripetere.

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