Una ricerca infinita 4 – Mille non più Mille: profezia o fantasia –

Una ricerca infinita.

Cap. 4 – Mille non più Mille: profezia o fantasia.

Ci risiamo. La mia serie catastrofica continua. Dopo gli articoli: “Un altro Diluvio Universale, Covid-19, L’Arca di Noè, Se fossimo noi Dio, Il Terzo Millennio non è iniziato bene”, eccomi ancora qui, con una nuova profezia.

Il motivo è semplice. Ho individuato una chiave di lettura inedita della profezia: “Mille non più Mille”. Mi riferisco a un brano tratto dall’Apocalisse di Giovanni, che parla della fine del mondo e del Giudizio Universale.

L’Apocalisse e stata scritta da Giovanni in tarda età, nell’isola di Efeso, con i suoi discepoli, e in lingua greca. La lingua comune di allora. Il suo contenuto è di genere Apocalittico: “Il giudizio divino alla fine dei tempi”.

La traduzione esatta dal greco della parola “Apocalisse” è: rivelazione (profetica). Come notate non vuole dire che è solo una profezia: “Apokalypsis significa rivelare, rendere chiaro, portare alla luce qualcosa che prima era all’oscuro”.

Mille non più Mille, è una teoria, che circolava nell’ottocento d.C. tratta dal versetto biblico: Ap. 20-1,3. Questo detto nacque dalla paura che la fine dei tempi arrivasse all’inizio dell’anno mille.

Apocalisse di Giovanni, versetto 20-1,3: 1Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo con la chiave dell’Abisso e una gran catena in mano. 2Afferrò il dragone, il serpente antico – cioè il diavolo, satana – e lo incatenò per mille anni.

3Lo gettò nell’Abisso, ve lo rinchiuse e ne sigillò la porta sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni. Dopo questi dovrà essere sciolto per un po’ di tempo”.  https://www.ebible.it/apocalisse/20/

I quattro cavalieri dell’Apocalisse:I quattro cavalieri dell’Apocalisse:

1 sigillo: cavallo Bianco. Un arco e una corona. L’anticristo

2 sigillo: cavallo Rosso. Una spada e una corona. La guerra.

3 sigillo: cavallo Nero. Una bilancia. La fame.

4 sigillo: cavallo Giallastro. Soggiorno dei morti. Morte.

https://www.bloccostudentesco.org/wp-content/uploads/2020/09/blocco-studentesco-quattro-cavalieri-apocalisse.jpg

https://www.youtube.com/watch?v=Dz1l97bj1I4

I libri della religione Cattolica, i Vangeli, e la Bibbia Ebraica sono pieni di profezie e annunci apocalittici. Mentre la profezia si limita ad annunciare un evento, la rivelazione lo descrive, anche se tutto è da interpretare.

La differenza fra i due termini, nella sostanzialità del fatto, non esiste. Perché in entrambi i casi si parla di avvenimenti a venire e profetizzati, ma sono definiti in modo diverso per evidenziarne la differenza.

Anche i Vangeli sono libri profetici. Ma questo l’ho già scritto più di una volta negli articoli precedenti, quindi non mi voglio ripetere.

Come studioso della spiritualità e affini, mi limito a osservare con attenzione le profezie che sono all’interno dei Vangeli, ma non quelle esplicite, come le visioni apocalittiche, o gli ammonimenti e i guai, dalle beatitudini in poi.

Sono le profezie che si possono estrapolare da affermazioni di Gesù nelle parabole, ma non citate espressamente. Un esempio per tutte. Citazione: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Domanda: “E se non lo faccio, che succede?”

La profezia viene dalla nostra visione del perché della vita. Nessuno di noi sa perché è al mondo. E se la sua vita ha uno scopo. E se scopo c’è, qual è? Da qui nasce una profezia: la nostra. Dalla nostra personale visione della vita.

Salvo che non mettiamo assieme un certo numero di elementi, che sembrano tutti indirizzati verso un obiettivo preciso, che ha in comune il risultato finale. Ed è da qui che ha inizio la storia di una profezia che vi voglio raccontare.

Mille non più Mille, come si scrive? Esempio: 800 d.C. – 1.800 d.C. Perché per i primi mille anni, di fatto, non si usa la parola “mille”? Perché sarebbe un errore. Ci limitiamo a dire che è il primo millennio. Semplice.

Allora, per licenza profetica, riscrivo le date: 800 d.C. – 1.800 d.C. – 2.021 d.C., Dove si trova il secondo anno Mille? Quel Mille che la profezia indica? È nella data dall’anno 2.001 d.C. Ecco la soluzione.

A questo punto devo riavvolgere il nastro per mettere assieme gli elementi a sostegno della mia tesi. Ma io non parlo della fine del mondo con tanto di giudizio divino che separerà i buoni dai cattivi.

Vi parlerò di una catastrofe che potrebbe abbattersi sul nostro mondo e degli elementi che concorrono per causarla. Tenete presente che noi siamo su un pianeta che per cinque o sei volte, da studi geologici, si sono succedute estinzioni di massa, da quella dei dinosauri sessantacinque milioni di anni fa.

Uno degli elementi in gioco, che potrebbe determinare questo, sono i ghiacciai dell’Antartide. Il riscaldamento del pianeta, con lo scioglimento di tutti i ghiacciai del mondo, ha portato grandi diluvi, tornado, terremoti, inondazioni.

Antartide e i suoi ghiacciai. https://www.google.it/intl/it/earth/

L’Antartide, o anche continente antartico, è il continente situato nell’emisfero australe della Terra,Antartide e i suoi ghiacciai. circostante il sud. É il quarto continente più vasto della Terra dopo Asia, Africa e Americhe con circa 14 milioni di km², comprendente le terre e i mari entro il Circolo polare antartico, caratterizzato dalla presenza della calotta polare, dalle piattaforme di ghiaccio, dalla banchisa, e circondato dall’oceano antartico. Il 98% del territorio è coperto dai ghiacci della calotta antartica, il cui spessore medio è di 1600 metri, che lo rendono il continente più freddo e inospitale del pianeta.  https://it.wikipedia.org/wiki/Antartide

Ciclicamente, dopo il riscaldamento del pianeta, seguirono le glaciazioni. L’ultima in ordine cronologico avvenne fra i 100.000, ai 14/10.000 anni fa circa.

A questo punto, e improvvisamente, è un modo di dire, la temperatura del pianeta è cresciuta velocemente, è un’ipotesi, e i ghiacciai hanno iniziato, letteralmente, a fondersi. Si generò il Diluvio Universale.

Inondazioni devastanti furono causate da fiumi che portavano montagne di acqua flagellando tutto il mondo. I laghi strariparono. Il livello dei mari crebbe di venti metri, è una teoria, in un breve periodo.

Non sono ancora state scoperte le cause che hanno provocato questo rapido, e devastante, riscaldamento del pianeta, Per il momento ci sono solo idee.  – https://www.focus.it/ambiente/natura/10000-anni-fa-alla-fine-di-ultima-glaciazione –

Non c’è dato di sapere quanto tempo hanno impiegato a riformarsi i ghiacciai dell’Antartide, quindi, se ipotizzo che per un lungo tempo quel continente non era ricoperto dal ghiaccio, non sono lontano dalla verità.

Considerando che l’altezza di queste montagne di ghiaccio, arriva a milleseicento metri, e sono sparse in un continente di quattordici milioni di chilometri quadrati e più, ritengo che ci siano voluti alcuni millenni.

Un’ipotesi questa, che potrebbe confermare l’esattezza della mappa disegnata dal navigatore turco Piri Reis, in cui si raffigura l’Antartide priva di ghiacciai, e che avvalora la tesi del Diluvio.

Tracciata su pelle di gazzella nel millecinquecento tredici d.C., egli disse che era il completamento di mappe più antiche. Il continente Antartide è stato scoperto solo trecento anni dopo.

Perciò tutto è possibile. Anche che i ghiacciai nell’Antartide si siano riformati in alcuni millenni, e che un qualche navigatore, a noi sconosciuto, abbia fatto in tempo a vedere un continente con tanto di flora e fauna.

Ci sono quattro ipotesi che cercano di spiegare la causa che generò il diluvio, ma nessuna dimostrabile. Io ve le accennerò senza assumermi nessuna responsabilità sulla loro fondatezza.

Anche perché, personalmente, anche se non ho riserve sul diluvio, la storia di Noè e dell’arca, credo che abbia una spiegazione più semplice e logica.

Nel mio articolo: Un nuovo Diluvio Universale, presente nel sito, accenno ad alcune ipotesi. Voglio solo farvi notare, che la cima dell’Ararat più alta, supera i cinquemila metri, e nel libro della genesi si legge che le acque: “Coprivano tutti i monti più alti che sono sotto il cielo”. (Gen 7-19)

Distacco di un Iceberg. Luciana Grosso 1/10/2019 9:05:44 AM

“Un Iceberg di 1,636 km quadrati si è staccato dall’Antartide”.

https://it.businessinsider.com/un-iceberg-di-1-636-km-quadrati-si-e-staccato-dallantartide/

Il distacco dell’iceberg D-28 visto dal satellite europeo Copernicus Data/Sentinel-1/@Steflehermitte.

Distacco di un Iceberg.Questa fotografia mostra il distacco di un gigantesco iceberg in Antartide. Le sue dimensioni sono: 1.636 km quadrati (51×32 km circa). Il peso stimato è di un trilione di tonnellate. Cifra improponibile se facciamo la trasformazione in kg o in litri di acqua. Questo Iceberg è quattro volte più grande dell’isola di Malta. Il continente Antartico ha una superficie di 14.200.00 km². Dato utile per avere un punto di riferimento oggettivo. Foto pubblicata dal quotidiano online: Business Insider Italia

Prima ipotesi. Un evento catastrofico simile a quello che determinò l’estinzione dei dinosauri: La caduta di un grosso meteorite, o la pioggia di più meteoriti, alcune direttamente sul continente antartico, può aver determinato il rapido scioglimento dei ghiacciai non solo nell’Antartide, ma anche nel resto del mondo.

Seconda ipotesi. L’eruzione di più vulcani contemporaneamente può aver determinato le condizioni di un rapido scioglimento dei ghiacciai non solo nell’Antartide, ma anche in buona parte del globo.

La discesa repentina di quelle montagne di ghiaccio in mare, scatenarono tsunami giganteschi, venti fortissimi, piogge torrenziali a tutte le latitudini, del mondo. Questo gigantesco cataclisma, ha senz’altro influito anche su tutti i laghi del pianeta, e sui fiumi di qualsiasi grandezza e portata, facendoli straripare.

L’impatto di questo disastro colpì anche a migliaia di chilometri di distanza, dal luogo di origine. Ecco perché, presso molti popoli, sparsi per il pianeta. ci sono queste leggende: il disastro colpì anche loro.

Terza ipotesi. In circa cinquanta nazioni del mondo, ci sono leggende arrivate a noi, poemi, che parlano di un diluvio di proporzioni catastrofiche, avvenuto in tempi antichi. Gli dei discesi da cielo, arrabbiati con l’umanità, decisero, che quello doveva essere il nostro destino.

Queste leggende discendono da testi antichi che risalgono ai Sumeri. Nelle tavolette a scrittura cuneiforme così si parla di Noè, e del Diluvio Universale:

“Un anno dopo l’altro, lo strato di ghiaccio, che circondava il polo sud si faceva sempre più spesso e pesante e, schiacciando la terra sottostante, ne determinava il surriscaldamento. E così ben presto l’immensa calotta di ghiaccio si trovò a fluttuare su uno strato di fluida fanghiglia.

Nella navetta orbitante suonò un allarme: la calotta cominciava a muoversi, e se malauguratamente fosse caduta nell’oceano, tutta la terra sarebbe stata inghiottita da un’unica, immensa onda montante.

Il rischio non era poi così remoto. Nella sua orbita, il Dodicesimo Pianeta si stava avvicinando nel nuovo punto d’intersezione tra Giove e Marte, e come era successo in passato quando si era avvicinato alla Terra, la sua spinta gravitazionale provocava terremoti e altre perturbazioni sul nostro pianeta.

In queste condizioni, si calcolava che la spinta gravitazionale avrebbe potuto scatenare un progressivo scivolamento della calotta di ghiaccio e senza dubbio, se questa si fosse riversata in mare, avrebbe sommerso la terra con una violenta inondazione.

Nemmeno gli astronauti sarebbero riusciti a scampare a una tale catastrofe. Gli Anunnaki iniziarono quindi a radunarsi tutti nei pressi della stazione spaziale e a preparare la navicella che avrebbe dovuto portarli via e metterli in salvo prima che l’onda terrificante si abbattesse sulla terra.

Temendo che gli uomini potessero attaccare, e mettere fuori uso la stazione spaziale, gli Anunnaki tennero nascosta con l’inganno, al genere umano, l’imminente catastrofe: tutti dovettero giurare solennemente che non avrebbero rivelato il terribile segreto.

Quanto all’umanità, Enlil disse: Che muoiano pure, e che il seme della stirpe umana sia cancellato dalla faccia della terra”. (Zecharia Sitchin: Le astronavi del Sinai, PickWick Piemme)

https://www.focusjunior.it/content/uploads/site_stored/imgs/0003/041/giza.jpg

Ma uno di loro decise di avvisare Ziusudra, Noè per noi, Noah per gli ebrei, suggerendogli, con uno stratagemma, di costruire un’Arca per portare in salvo esseri umani e animali, come descritto anche nella leggenda biblica. Perché Noè? Perché Noè era un: “Un uomo retto e camminava con Dio”. Uno di loro? Di Noè si dice che alla nascita suo padre non voleva riconoscerlo come figlio suo. Ci volle l’intervento del nonno Enoch per convincerlo.

Quarta ipotesi. Tenendo per buono quanto detto sopra e togliendo la causa finale, una nuova ipotesi. Una parte di questi dei discesi dal cielo era molto arrabbiata con l’umanità. Incolpavano gli esseri umani di degenerazione morale.

“E tuttavia è alquanto difficile credere che la divinità abbia deciso di cancellare l’umanità dalla faccia della terra perché questa faceva all’amore troppo spesso.

I testi mesopotamici sono pieni di storie d’amore – e di sesso, più o meno lecito – tra gli dei: teneri amori fra sposi, amori adulterini e persino violenti (per esempio lo stupro di Enlil a Ninlil), rapporti sessuali in parte ufficiali con mogli, amanti, sorelle, figlie e addirittura nipoti (come nel caso di Enki”).

Come potevano questi dei montare tanto in collera solo perché gli esseri umani si comportavano come loro? L’Ira divina, a nostro avviso, non era dettata solo dalla degenerazione morale degli uomini, ma soprattutto da quella (degenerazione) degli stessi dei.

Letti sotto questa luce, gli strani versi che aprono il sesto (cap. VI-1,6) capitolo della Genesi acquistano un chiaro significato: “E avvenne che, quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra, e diedero alla luce delle figlie, i figli degli dei videro che le figlie dei terrestri erano compatibili con loro. E presero per mogli quelle che piacquero loro più di tutte”.

Come dimostrano questi versi, fu proprio quando i figli degli dei cominciarono ad avere rapporti sessuali con la progenie dei terrestri che la divinità gridò: “Adesso basta!”.

E dio disse: “Il mio spirito non proteggerà l’uomo per sempre, egli non è che carne”. (Il pianeta degli Dei – Zecharia Sictchin – Pickwick ed. Piemme).

Da queste unioni nacquero degli ibridi, per metà divini, e per metà dei con i pregi degli dei, ma con i difetti degli umani. Gli dei non potevano permettere che il sangue della loro razza fosse contaminato in questo modo.

Uno dei difetti più evidenti era che vivevano molto meno rispetto alla lunghissima vita degli dei. Un altro era che si moltiplicavano rapidamente. Presa la decisione, s’imbarcarono sulle loro navicelle spaziali per mettersi in salvo.

Prima di allontanarsi dalla terra, uno di questi dei avvisò Noè. Gli disse di preparare un’arca completamente sigillata con del catrame/bitume in sette giorni. Noè, con famiglia e altri cinquanta persone, è una stima, e animali, vi si rifugiarono.

Gli dei, una volta in cielo, e al riparo sulle loro navicelle spaziali, fecero esplodere una bomba atomica sull’Antartide.* Il resto è conosciuto da tutti.

 

L’iceberg più grande al mondo si è staccato dall’Antartide.

https://www.giornaledibrescia.it/rubriche/ambiente/l-iceberg-pi%C3%B9-grande-al-mondo-si-%C3%A8-staccato-dall-antartide-1.3581742           –   ambiente – 21/05/2021, 10:15

Le immagini del distacco – Foto © www.giornaledibrescia.it

L’iceberg, chiamato A-76, è lungo circa 170 chilometri e largo 25, con un’area di 4.320 chilometri quadrati, leggermente più grande dell’isola spagnola di Maiorca. Le immagini del distacco sono state riprese dai satelliti, riferisce ancora l’Esa che ha messo a confronto le sue dimensioni con quelle dell’isola di Maiorca.

 Altre profezie.

Nel giudaismo, il “Tempo della Fine” viene […] chiamato […] la Fine dei Giorni […], una frase che appare […[ nella Tanakh (Bibbia).

Nel Talmud (studio), si afferma che il mondo […] esisterà per seimila anni,. Fino al sesto millennio […] il calendario ebraico funziona […] sull’assunto che quel tempo cominci con l’atto stesso della creazione di Adamo.

Dunque, l’anno 2021 del nostro calendario gregoriano, corrisponde all’anno 5781 del calendario ebraico. Entro il 2.240, ossia l’anno che segnerà l’arrivo del Mashiach (il Messia) e l’inizio della Redenzione Finale.

In base a questo calcolo, la fine dei giorni, o il tempo della fine, avverrebbe entro l’anno 2240. Secondo il Talmud, la Midrash (esaminare), e l’antico libro cabalistico Zohar (testo profetico), la data limite entro la quale il Messia deve apparire corrisponde a 6000 anni dalla creazione (entro il 2240).

Contributi: https://it.chabad.org/library/article_cdo/aid/2991630/jewish/Che-Significato-Ha-lanno-6000.htm.

https://it.wikipedia.org/wiki/Escatologia  – https://it.wikipedia.org/wiki/Escatologia_ebraica

Parlare di Nostradamus come minimo è doveroso. È considerato da molti, […] come uno tra i più […] importanti scrittori di profezie della storia. È famoso […] per il suo libro: Le Profezie, […], di quartine in rima, raccolte in gruppi di cento, nel libro Centuries et prophéties (1555 centuurie e profezie).

Nostradamus, pseudonimo di Michel de Nostredame, […] nasce  a Saint-Rémy-de-Provence, Francia, il 14 o il 21 dicembre 1503; muore a Salon-de-Provence, il 2 luglio 1566, Francia.  È stato un astrologo, scrittore, farmacista e speziale francese.
«Il giovane leone il vecchio sormonterà. Nel campo bellico in singolar tenzone.
Nella gabbia d’oro gli occhi perforerà. Due ferite (o “flotte”) in una, poi morire, morte crudele». (
C1Q35: centuria uno quartina trentacinque).

La fama di veggente, per Nostradamus, esplose con questa quartina, quando lui era ancora in vita. È opinione comune che Nostradamus volesse parlare del re di Francia Enrico II. Questa è una perfetta profezia per stile e contenuto.

[…] nel 1559, […], il re si avviò a giostrare in un torneo […]. Sia Enrico II che il […], conte di Montgomery, avevano leoni a sbalzo incisi sui loro scudi. Il re fu sconfitto: molteplici ferite […] lo portarono alla morte, con una terribile agonia durata dieci giorni.

A suo tempo feci uno studio su Nostradamus, e le profezie. Non mi sento di esprimere un giudizio sull’uomo, o su ciò che ha scritto. Ha scritto i versetti con una mescolanza di lingue, anche se prevale uno strano francese, inoltre, alcune parole, penso le abbia inventate.

Una delle difficoltà principali che s’incontra nel cercare di capire le profezie, è che non si riesce a immedesimarsi con la visione che descrive il profeta. Perché è un qualcosa di molto personale, e impossibile da trasferire in un’altra mente.

Le visioni profetiche, raramente sono chiare anche a chi le ha, figuriamoci a chi cerca di vederci, o capirci qualche cosa.

Di Nostradamus, ne parlo in questo scritto per una stranezza che ho trovato, e che coincide con il calendario ebraico, le profezie della Kabala, con il calendario Maya, e con i tempi che corrono.

Nostradamus ha lasciato scritto nella sua: “Lettera al figlio Cesare”, che le sue profezie avevano validità fino all’anno 3.797 d.C..

L’anno potrebbe essere […] riconducibile al […] 2.240. […], sottraendo all’anno 3.797 (anno del calendario ebraico di allora) il numero 1.557 -1.557=2.240. Per il calendario ebraico, oggi siamo nel: 5.782.

Il 14 marzo 1.557, è la data posta da Nostradamus come inizio della decorrenza delle sue profezie). […] si arriva al 2240 d.C., che corrisponde all’anno del calendario ebraico lungo 6000 anni, coincidenza che potrebbe sottintendere che Nostradamus fosse un conoscitore delle profezie presenti nella Kabala.

https://it.wikipedia.org/wiki/Nostradamus  –  –   https://it.wikipedia.org/wiki/Fine_del_mondo – –

https://www.google.com/search?sxsrf=ALeKk03V3LMcHHO66pbJ

Considerazioni finali. Ho fatto un’esposizioni di deduzioni che collimano con i tempi che corrono. Questa si può dire, è l’unica cosa che accomuna le profezie da me citate, ai nostri giorni.

Essendo, a modo mio, uno studioso, e nello stesso tempo un ricercatore, molto fai da te, nel tempo, e nelle letture fatte, mi sono imbattuto in quanto scritto. Mettere tutto assieme forma un’ipotesi affascinante.

Tengo ferma la parte teoretica: le profezie, personalmente non mi scaldano il cuore, e nemmeno mi preoccupano più di tanto. Intendo dire che le tengo in considerazione, ma osservo con attenzione ciò che di oggettivo succede.

Faccio molta attenzione ai tempi che corrono, cioè ai giorni nostri. Un buon osservatore trova, oggettivamente, fatti, cose, che invece lo preoccupano, e chiedono un’osservazione attenta.

Abbiamo sostituito le profezie con le statistiche. Anche se non sono perfette, sono più attendibili. La storia ci dice che una vera profezia la riconosciamo solo dopo che sono successi i fatti. Mi correggo: la adattiamo agli eventi, e a volte con molta approssimazione combacia.

Gli elementi oggettivi sono dati incontrovertibili: riscaldamento del pianeta; scioglimento dei ghiacciai eterni in tutti i picchi montuosi; frattura del ghiaccio nel continente antartico; inquinamento di aria, acqua, terra, compreso quello con le micro particelle di plastica che troviamo ovunque.

Mi fermo perché la galleria degli orrori si sta saturando. Con quanto scritto sopra non è difficile per noi fare una nostra profezia. Ma prima di scriverla devo chiedere agli scienziati una risposta ad alcune mie domande:

“Considerando l’elenco degli elementi portati all’attenzione, e ritenendo la lista, veritiera, anche se incompleta, posso affermare che stiamo andando incontro a una catastrofe planetaria?

Il disastro si presenterà con due eventi principali: l’avvelenamento dell’ambiente, e un nuovo diluvio universale. Il primo sarà nel cibo che mangiamo, nell’acqua che beviamo, e nell’aria che respiriamo?

Il secondo sarà nei mari che cresceranno di molti metri, con possibile deriva dei continenti accelerata, eruzione di vulcani, terremoti, allagamenti dovuti a laghi e fiumi che straripano, possibile cambio dei poli, e una nuova glaciazione?”.

Domanda finale: “Secondo voi, uomini di scienza, quanto tempo ci rimane? C’è qualcosa che possiamo fare per ritardare, o impedire tutto questo?” Gradirei una statistica come risposta, piuttosto che una profezia.

Alcune note a margine. Molte cose del passato sono difficili da ricostruire perché non sono portatrici di elementi oggettivi verificabili. La maggioranza di questi racconti sono ricostruzioni mitiche, leggendarie.

Anche i personaggi, i così detti: eroi, o gli dei discesi dal cielo, sono portatori di un alone epico, tipico dei super eroi creati nei film.

Nonostante questo, si possono fare deduzioni tratte da elementi, non sempre marginali, che sono all’interno delle narrazioni.

Per esempio, la Bibbia, è anche un libro di storia. La narrazione è diventata epica per formare un quadro di stampo religioso: “Terra promessa, Popolo eletto”, etc., ma in molti particolari, si può individuare la storia che contiene.

Una storia che non è sola quella del popolo ebraico, o del dio degli eserciti, di guerre, ma anche di città, di vita vissuta, di usanze, religioni, politica, profeti, dei che scendono e salgono nel cielo con le loro navicelle spaziali, etc.

Gli archeologi hanno scoperto decine di migliaia di tavolette con scrittura cuneiforme Assiro Babilonese. Una volta tradotte hanno portato alla luce racconti di una civiltà precedente a loro: i Sumeri.

Scoprirono che era una civiltà avanzata e misteriosa. Aveva leggi civili, conoscenze ingegneristiche, matematiche, e nell’astronomia, avevano conoscenze straordinarie. Nelle tavolette si leggono racconti sul Diluvio, e di dei discesi dal cielo. Sono memorie del passato che altrimenti si sarebbero perdute nel tempo.

Di dei discesi dal cielo se ne parla in Egitto, in Grecia, in Mesopotamia, nella valle dell’Indo, nei Veda, fra gli indiani d’America, i Maya, gli Incas, nel nord Europa, Inghilterra, Danimarca. Non penso siano favole, comprese le guerre con bombe atomiche.

Nei libri di molti scrittori, come Giuseppe Flavio, Omero, Tacito, e tanti altri che non sto qui a elencare, ai quali si sommano, decine di migliaia di tavolette con scrittura cuneiforme, si parla di questi dei e delle loro guerre.

Non è questo il posto in cui ne voglio parlare, ma alla fine doveva venire fuori quest’argomento anche nei miei scritti. Oggi ho solo una considerazione da esporre.

Per capire Jaweh, il dio degli eserciti, e delle guerre per la terra promessa del popolo ebraico, è bene capire da dove viene questo presunto Dio, e quale era la sua missione.

Chi erano i suoi nemici? Se era un uomo come noi, o un extraterrestre. Certamente non aveva nulla di divino nei comportamenti.

Non era un dio nella misura in cui noi intendiamo Dio: Se non fosse così, non vedo perché partecipasse alle battaglie in prima persona, alla divisione del bottino, e riscuoteva una quota di schiavi: ragazzini e ragazzine vergini.

Sodoma e Gomorra furono rase al suolo da bombe atomiche. La civiltà dei Sumeri fu sterminata quando le loro città Ur, Kesh, Erekh, furono investite dal vento del male radioattivo di bombe atomiche. La civiltà della valle dell’Indo fu distrutta con bombe atomiche.

Fra questi Dei, era in atto una feroce guerra di potere riportata negli scritti di queste popolazioni che ne furono testimoni oculari. È dal 1850 circa, che circolano queste notizie. Ci sono i libri di che ne parlano diffusamente, dai quali ho preso alcuni contributi: Zecharia Sitchin e Mauro Biglino.

* La bomba atomica sull’Antartide è una mia supposizione. Nelle tavolette a scrittura cuneiforme, si parla di guerre di potere combattute da queste divinità, discese dal cielo a suon di missili, bombe atomiche, e altre armi sconosciute.

Mario Garretto      

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