Mens Sana. Cap. 19 – La Famiglia. –

La grande avventura.

Cap. 19 – La Famiglia.

Trattare il tema della famiglia non è facile visto come stanno andando le cose. Oggi poi c’è un caos elevato alla potenza. La famiglia è uno dei grandi temi delle religioni e della politica. Ma, loro, nella storia dell’umanità hanno inciso poco, dato che di mezzo c’è il sesso e la dipendenza umana da esso.

Il sesso non è una “Debolezza” umana. E’ una condizione primaria presente nella donna e nell’uomo. Fin dalla fondazione delle prime nazioni, le tante società, dette civili, hanno imposto a donne e uomini, leggi che regolano la costituzione delle famiglie.

Nessuna di queste leggi tiene in conto di come siamo fatti. Se la donna e l’uomo non fossero così come sono, noi non ci saremmo. E qui entra in ballo il sesso. L’esigenza principale della nostra esistenza sta nella continuazione della specie. Il sesso non è in noi come una caratteristica elitaria ma strutturale.

All’inizio della creazione, e anche ora, era, ed è, un’esigenza primaria. Un richiamo irresistibile. Lo vediamo nelle specie animali cosa succede, e noi, fisicamente, non siamo tanto diversi. Cercavamo cibo tutto il giorno, e ogni volta che ci si offriva la possibilità, facevamo sesso a tutti i costi.

Evoluzione o non evoluzione: questo il problema.

Ricordiamoci che a quei tempi la vita non era lunga e non solo per motivi organici. L’evoluzione ha permesso ai più forti di continuare la specie. Ma quante selezioni ha dovuto fare? Allora una donna poteva, ad esempio, partorire dieci figli. Vi siete mai chiesti quanti arrivavano all’età adulta?

Non sappiamo con precisione da quanto tempo esistiamo su questo pianeta come esseri umani. Oggi, stiamo realizzando l’evoluzione intellettuale, con molta confusione e approssimazione. Nello stesso tempo, facciamo anche notevoli errori, e mi auguro che non ci portino all’estinzione.

Dove secondo la mia opinione, c’è l’errore commesso dalle religioni e dalla politica? Hanno creato delle legislazioni basandosi solo su un dover essere che non tiene in conto di come siamo fatti. Alle leggi, e alla morale corrente, hanno dovuto fare gli adeguati aggiustamenti per riparare le deficienze legislative. Non è servito a nulla, il sesso impera.

All’origine, il concetto di matrimonio non esisteva. L’inizio sarà stato nel formare una famiglia, una comunità, una tribù. Si può dire che le leggi naturali hanno avuto la loro realizzazione, e sempre nel rispetto delle finalità iniziali: la continuazione della specie attraverso la protezione reciproca. Poi i drammi.

L’evoluzione e le leggi naturali.

Abbiamo inventato tutto quanto potevamo con le nostre capacità: dal matrimonio alle religioni. Man mano che l’evoluzione avanzava e le capacità intellettive aumentavano, diversificavano la loro attenzione sui temi della convivenza, da qui le lingue per comunicare, il denaro per i commerci e altro.

Nei millenni, si è cercato di imbrigliare il sesso con delle leggi. Nessuno c’è riuscito. Perché? La risposta è semplice: è un’attività strutturale in noi. Nessuna legge umana lo può annullare, limitare, condizionare. Il risultato lo vediamo nella religione cattolica, dove vige la castità dei sacerdoti.

Le leggi che abbiamo creato sono delle patetiche storture alle leggi naturali. Si è pensato che una legge religiosa potesse essere prevalente su una legge naturale perché si spacciava come legge divina. Le leggi naturali sono quelle divine, le altre le abbiamo inventate noi. E la continuazione della specie è ancora una legge prevalente nonostante i nostri proclami.

Come umanità abbiamo bellamente e spudoratamente travisato l’unica legge naturale esistente. Cioè, quella che la famiglia è formata da un uomo e una donna, e, se natura consente, dai figli. Che possono anche essere adottati.

La nostra esistenza si basa sui dualismi.

In questo ci sono, per natura, delle concessioni naturali, per porre rimedio ai problemi, che i vari destini individuali, possano portare, causando interruzioni, limitazioni, a un andamento idoneo per la vita dei membri sopravvissuti della famiglia originale.

Due sono gli obiettivi primari di una famiglia costituita con questa intenzione: uno è quello di generare, o adottare, figli per la continuazione e la sopravvivenza della specie umana.

Il secondo è quello di amare e di educare i figli per aiutarli a diventare adulti trasmettendo loro le nostre migliori conoscenze e agevolandoli la dove riescono a migliorare tutto ciò che abbiamo loro trasmesso.

Il sesso in noi è una caratteristica strutturale.

In questa sintesi, intenzionalmente incompleta, ho chiaramente fatto notare i due motivi primari alla base della nostra esistenza. Con questo non voglio dire che non dobbiamo fare attenzione. Il sesso non deve essere, o diventare, sfrenato, o un motivo di vita. Ne fa parte, con annessi e connessi, che lo si voglia oppure no. E’ una cosa intima e ognuno di noi deve gestirlo al meglio.

Il Primo: la continuazione della specie umana per disegno naturale, è al di la della nostra volontà. Lo deduciamo dal testosterone che come un vulcano si agita in noi quando siamo giovani. Ognuno di noi ha la prova di questo.

Come umanità esistiamo ancora nonostante tutto quello che abbiamo fatto, e continuiamo a fare, per distruggerci. Siamo riusciti a sopravvivere, nell’antichità, a epidemie, alle glaciazioni, a una natura spesso mortale per noi.

Quante donne saranno morte per parto? Quanta umanità per una semplice emorragia, per un mal di pancia, o per un mal di denti è morta. Quante guerre abbiamo fatto? Migliaia, provocando milioni e milioni di morti.

Il secondo: il nostro percorso naturale è quello evolutivo. Ovvero compiere l’evoluzione alla quale siamo destinati per raggiungere un traguardo che oggi non conosciamo. L’evoluzione primaria è stata quella materiale, strettamente legata alla nostra sopravvivenza.

Fasi o epoche evolutive?

La seconda è quella intellettuale, sempre legata alla prima, ma che apre la strada alla terza fase: L’evoluzione spirituale. L’evoluzione Spirituale porta alla più elevata forma d’intelligenza alla quale possiamo aspirare e che evidentemente abbiamo come traguardo finale o come possibilità.

Se Dio, sia che ci crediamo e sia che non ci crediamo, rappresenta la massima forma d’intelligenza “Ideale” alla quale ambiamo di arrivare, l’evoluzione, come mezzo, ci porterà a questo traguardo: “Volenti o nolenti”.

Per adesso siamo solo capaci di provocare grandi tragedie e immensi dolori. Viviamo con una libertà vigilata, nel cervello abbiamo più desideri che necessità, godiamo di felicità effimere ed esterne a noi.

Come membri della società abbiamo degli obblighi e anche delle necessità. Gli obblighi, per semplificare, saranno indirizzati a favorire, aiutare, sostenere i gruppi familiari che sono alla base della continuità della specie e la spina dorsale delle comunità.

Il valore delle leggi naturali.

Ovviamente non tutte le famiglie hanno figli, o non ne possono avere quanti ne vogliono, per patologie fisiche o per difficoltà economiche o altro. Non per questo devono essere discriminate, emarginate, come, in alcune società succede ancora ai nostri giorni.

Ecco allora entrare in scena le necessità. Tutte le società umane si sono date delle leggi per la vita in comune. In questo campo però hanno dominato, e succede ancora ai nostri giorni, i moralismi religiosi, pensando che questo fosse il loro territorio esclusivo.

Quanto si sbagliavano! Certi legislatori laici hanno scritto cose anche peggiori, ma almeno non davano una certificazione divina al loro legiferare.

Ora, con questo mio scritto non è mia intenzione promuovere una legge che disciplini la famiglia, ma desidero semplicemente esprimere un’opinione fondata su deduzioni spirituali e analisi della famiglia di Gesù.

Le leggi naturali esprimono solo un fatto oggettivo: “Noi, esseri umani, nasciamo dal rapporto fra un uomo e una donna. Tutti indistintamente”. Senza nessuna eccezione.

Leggi naturali e libero arbitrio.

Come devono essere i rapporti familiari? Anche qui c’è solo un’indicazione: basata sull’amore (finché morte non ci separi?).

Poi subentra il nostro libero arbitrio su come gestiamo la famiglia e come esprimiamo i nostri sentimenti. Le leggi naturali non sono scritte in nessun trattato legislativo. Sono scritte nell’evidenza della realtà, nella nostra anima, nella nostra coscienza, nel libro del nostro percorso vitale, nella ragione per la quale siamo venuti in questo mondo.

Il libero arbitrio è la libertà che ognuno di noi ha individualmente per percorrere il suo arco vitale come meglio preferisce, o come meglio gli riesce, o come concepisce che deve essere vissuta la sua vita.

Nessuna legge al mondo dovrebbe impedire a ognuno di noi di vivere secondo l’individuale visione della vita personale. Tuttavia ci sono le leggi del vivere in società. Giustamente ognuno di noi non deve nuocere al suo prossimo o alla società con azioni di distruzione, di raggiro, di furto.

Nessuna legge deve imporre ai singoli il modo di pensare, la religione in cui credere, e il modello di vita che si vuole condurre. Nella vita sociale ci sono anche altre cose da considerare oltre alle leggi scritte: le abitudini, le consuetudini, la morale corrente.

Delegare non è sempre una buona idea.

In questi casi c’è poco da dire. Leggiamo cosa è successo nella nostra storia per trarne delle indicazioni.

Le abitudini sono diventate un rifiuto del nuovo, un rifugio, una scusa, per non accettare che le cose cambiano, o per meglio dire si evolvono.

Le consuetudini hanno trasformato delle semplici abitudini in fabbriche, dove si produce profitto sfruttando (spesso) la debolezza, o la pigrizia delle persone, offrendo, in un variegato mercatino pieno di luci e di odori, un’occasione di ritrovo, e a volte, anche di dialogo, fra persone che difficilmente hanno altre possibilità per trovarsi.

Il fallimento delle religioni nella gestione della famiglia.

Di per se non è inutile o dannoso, ma se si tratta solo di una comodità alla quale non si da seguito, beh, giudicate voi. La morale si è troppo spesso trasformata in moralismo. L’amore, per essere amore, si dona. Punto.

Altrimenti non è amore Sempre dai libri di storia apprendiamo i drammi che ha causato questo moralismo spacciato come comando divino.

Se noi siamo angeli decaduti, Dio ci ha dato una seconda possibilità per ritornare a lui con un percorso di riabilitazione (evoluzione spirituale) con il ricupero delle nostre qualità divine.

Chi siamo noi per non darla al fratello che sbaglia? Non possiamo continuare a bruciare le streghe, lapidare gli adulteri, sgozzare gli infedeli, e sperare di andare in paradiso dopo aver eseguito queste nefandezze.

Le differenze, all’interno delle tre religioni monoteistiche, sono clamorose. In tutte e tre. all’interno della loro legislazione civile, cercano di trasformare, imponendolo il pensiero dei singoli in pensiero unico, uguale per tutti. Pena la morte, la scomunica, la messa al bando, l’esclusione.

Pensate che ci sia un Dio in tutto questo?

Per questo è necessario fare un’analisi che riporti in primo piano le leggi naturali, al “dover essere” delle leggi spirituali, e ridefinire il nostro futuro: “Il divenire”, secondo le risposte che troveremo.

Solo con una riqualificazione della famiglia si avrà una società migliore. L’amore deve essere la linea guida dei comportamenti, per mettere tutti i suoi elementi al riparo dalle intemperanze dei desideri, allontanando le gelosie, eliminando gli interessi personali, per vivere una vita degna di essere vissuta.

Il nucleo familiare è un macrocosmo composto di piccoli microcosmi (i membri). Se la famiglia espande attorno a se i valori spirituali (l’amore con tutti i suoi derivati) con i quali guida la propria esistenza, anche la società nelle vicinanze a lei può diventare supporto a questa “famiglia allargata”.

Se l’amore diventa, la linea guida dominante (senza imposizioni ma per adesione volontaria) allora vedremo in atto l’amicizia, la tolleranza, l’aiuto reciproco, la pace. E i figli non saranno mai soli, qualsiasi cosa accada ai genitori, e anche per gli anziani sarà così.

Le leggi naturali sono alla base della creazione.

Faccio quindi una decisa scelta di campo. Sarà nella visione spirituale dell’unico essere che ci parla di Dio, senza nessun interesse personale, e che ci suggerisce come dobbiamo educarci: “Secondo il pensiero di Dio”, che cercheremo le nostre risposte.

Sarebbe spiritualmente fuorviante occuparci delle famiglie così come sono costituite oggi, oppure scegliendo casi personali del nostro mondo a modello per svolgere il nostro tema. Prendiamo in esame la parola di Cristo come indicazione di riferimento e analizziamo la composizione della sua famiglia: “La famiglia del figlio di Dio”.

Un evangelista ci riferisce che mentre era circondato dalla folla un suo discepolo gli disse: “C’è qui tua madre e i tuoi fratelli e sorelle che ti cercano”, ed egli rispose: “Chi sono mia madre e i miei fratelli?” E indicando con la mano la folla disse: “Sono coloro che fanno la volontà del Padre mio”. (Mt. 12-46/50 -.- Mc. 3-31/35 -.- Lc. 8-19/21)

Come si può interpretare questa frase? Diciamo così: coloro che costituiscono una famiglia (uomo e donna, padre e madre) si assumono una responsabilità, morale (fondata sull’Amore come bene supremo), superiore al richiamo dei sensi (sesso, gelosia, invidia) e alle necessità materiali (sostentamento, guida, protezione), che li porta, nei comportamenti, a superare i propri (spesso egoistici) interessi personali, per il bene degli altri componenti (“Finché morte non li separi”).

La strana famiglia di Gesù.

La famiglia di Gesù. Maria e Giuseppe all’inizio non erano sposati e non si sa se dopo l’hanno fatto. Cristo non era figlio di Giuseppe. Alcuni fratelli di Gesù non erano figli di Maria ma di un precedente matrimonio di Giuseppe come Giacomo il Minore. E non sappiamo se Maria abbia avuto altri figli dopo Gesù. Ai nostri tempi avrebbero divorziato molte volte.

Che esempio possiamo prendere da questa “strana” (ma non troppo) famiglia? Sarà Gesù a precisare: “Chi sono mio padre e mia madre? Soltanto chi fa la volontà di Dio”. Ecco il modello di famiglia, quella che si costituisce, non più solo con i legami della carne dove tutti i drammi si compiono, ma si costituisce sui valori spirituali: quelli dell’Amore.

Uniti nelle difficoltà, uniti nella ricerca della felicità, della gioia di vivere, uniti nell’allevare e educare i figli (naturali e non, alla pari), condividendo gioie e dolori, fatiche e sacrifici.

Matrimonio o mercimonio.

Nella nostra storia abbiamo avuto, e succede ancora ai giorni nostri, che siano celebrati matrimoni per interesse: per unire, conservare, o rimpinguare patrimoni economici; per mantenere o per procurarsi titoli nobiliari e/o status sociali. Matrimoni riparatori per gravidanze non cercate. Per ottenere cittadinanze, o anche dove uomini hanno acquistato una moglie dando in cambio beni di varia natura.

Naturalmente ci sono anche i matrimoni detti normali. Si dice per amore. Da giovani, purtroppo, spesso si scambia (per fortuna o per necessità di vita) una potente attrazione sessuale per amore.

La famiglia, i gruppi familiari, sono alla base di tutte le società create. Nelle religioni ci sono dettati che cercano di disciplinarne la formazione “secondo una legge divina”. Anche negli ordinamenti legislativi degli stati ci sono norme: diritti e doveri, per la loro costituzione.

In queste leggi troviamo di tutto. Non è tutto sbagliato per carità. In tutte queste leggi c’è in modo chiaro il tentativo di fare il meglio possibile, ma notiamo anche dell’altro.

Famiglia spirituale e/o famiglia legale.

I patti dell’anima si fanno con Dio, con gli uomini se ne fanno altri. Così, tutte quelle unioni che non rispettano i finalismi della famiglia naturale, sono patti fra persone, giustamente regolati da leggi umane. In nostro aiuto viene la famiglia umana di Gesù come modello, che ci vuole esemplificare un amore che va oltre le passioni, i moralismi, le leggi morali e sociali.

Il concetto spirituale di famiglia emerge dunque là dove i rapporti sono purificati nei genitori alla radice. E li trasmettono ai figli nell’esempio di una vita vissuta nella quale i valori dell’amore, della giustizia, della fraternità trovano la loro esaltazione e la loro attuazione.

E quella risposta di Gesù che noi abbiamo preso come semplice indicazione non è solo un consiglio spassionato. Il significato sostanziale di quell’indicazione ci detterà il modello di famiglia alla quale fare riferimento per dare il giusto fine alla nostra esistenza.

E la “famiglia” di Gesù può insegnarci molto come esempio. Per amore di chiarezza ritengo che questo passo del Vangelo, più che raccontarci una verità storica, abbia l’intenzione di trasmettere il concetto spirituale di famiglia.

Se siamo tutti fratelli in Dio, siamo anche tutte madri, padri, e figli.

E’ possibile dedurre che si è veramente padri e madri, superando tutte le convenzioni e la morale umana, quando ci si comporta secondo il Pensiero di Dio e che i legami di sangue valgono solo all’interno delle nostre passionalità, dei nostri egoismi: “L’essere padri e madri dunque non è riferito ai legami di sangue, ma ai comportamenti.”

Proviamo a inserire nella famiglia la parola di Cristo “Amatevi gli uni e gli altri come Io ho amato voi!”. Questo non va inteso come un comando ma come un’indicazione. Non si segue il pensiero divino costringendosi o obbligando gli altri: All’amore non si comanda.” 

I ruoli dell’uomo e della donna sono molto diversi all’interno della famiglia, per moto psichico, per carattere, per differente costituzione fisica, e non per scelta. La donna è predisposta dalla sua natura alla maternità. Per l’uomo ci sono altri compiti da svolgere, da qui le diversità di carattere, di forza fisica, di schemi mentali.

A questo punto della tesi sulla famiglia, aggiungo un altro contributo tratto dal Vangelo di Giovanni quando dice: “Non chi è nato da carne o da sangue, ma da spirito”. Ecco ora il cappello da mettere nella nostra chiacchierata: “Ma da spirito”

L’amore è spirito, il sangue è materia.

Nella famiglia ideale sono vivi e presenti i valori spirituali e sono punti di riferimento! E’ con questi valori che si dovrebbe gestire, mettendo in pratica l’insegnamento in precedenza assimilato dalle madri e dai padri di ieri.

Oppure strada facendo hanno scoperto i valori spirituali, ne sono diventati ricercatori, e propongono le loro scoperte senza esaltazione o imposizione: “Solo con l’esempio”. Perché all’amore non si comanda.

La famiglia è il fondamento di tutta la nostra vita, individuale e sociale ma oggi è in una profonda crisi d’identità. La motivazione profonda per unirsi con l’altra parte si deve ricercare nei valori originali costituenti la famiglia, altrimenti quest’unione, che nasce già imperfetta, rimarrà preda delle vicissitudini della materia.

Nel vangelo di Giovanni, Gesù è invitato alle nozze di Cana e compie il miracolo della trasformazione dell’acqua in vino. Qual è l’interpretazione da dare a questo miracolo? Probabilmente è questa: il matrimonio è come l’acqua, è buono, però la sua vocazione è di diventare vino (un’essenza). Ci deve essere un progresso: “Amatevi gli uni e gli altri come io ho amato voi”.

Questo suggerimento (comandamento) è prima di tutto rivolto agli sposi e vuole soprattutto dire: “E’ amore senza profitto!” Allora abbiamo il matrimonio fondato sullo spirito, l’acqua è diventata vino e i figli nascono: “Non da sangue, non da carne, ma da Spirito”. (A. Bergamaschi)

La grande avventura – Cap. 20->

Mostra i commenti

Unisciti alla discussione

2 risposte a “Mens Sana. Cap. 19 – La Famiglia. –”

  1. gate.io dice:

    I may need your help. I’ve been doing research on gate io recently, and I’ve tried a lot of different things. Later, I read your article, and I think your way of writing has given me some innovative ideas, thank you very much.

  2. gateio dice:

    I have read your article carefully and I agree with you very much. This has provided a great help for my thesis writing, and I will seriously improve it. However, I don’t know much about a certain place. Can you help me?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *