Vangelo domenica 12 giugno 2022. Gv 16 – 12,15. “Molte cose ho ancora da dirvi,…”

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.

Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.

Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.

Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà”. 

Commento. Tutte le traduzioni, dei testi originali, sono orientate a esprimersi con questi termini. Probabilmente perché s’intendeva trasmettere l’idea dell’arrivo di un nuovo profeta, o messia, in carne e ossa. O anche un condottiero, con poteri divini.

Una terminologia ampiamente influenzata dal messia della tradizione annunciato da alcuni profeti biblici. Su questo c’è molto da dire. Gesù, il Cristo, il figlio di Dio era il profeta che Israele aspettava?

Vuoi per un’errata interpretazione, oppure per altre intenzioni, Israele aspettava un condottiero e non Dio. Una volta scoperto che non era Lui quel messia, l’hanno appeso a una croce come un malfattore.

Non l’anno capito? No! Ma hanno perfettamente capito che era un nemico dello Status Quo. Con la sua predicazione sovvertiva l’ordinamento religioso e sociale di quel tempo.

Anche noi non lo abbiamo capito. Infatti, Gesù, con la sua croce, è una triste icona solitaria, messa lì, con a fianco quadri e sculture di: “Artisti incantati”.

Da duemila anni continuiamo a ritenere che il vecchio testamento sia ispirato da Dio. Jaweh, il dio degli eserciti, non è una divinità spirituale! E’ un essere umano che si è spacciato per Divinità trascendente con poteri (armi) sconosciuti, ma non divini.

Gesù non andava d’accordo con il vecchio testamento, e il Dio degli eserciti non è nemmeno parente con il Dio dell’amore. Un’attenta lettura dei Vangeli aiuterà a distinguere questi due dei e separarli come si fa con il grano e la pula.

Lo Spirito Santo, il Paraclito, nella traduzione originale significa: “Avvocato difensore“. La tradizione cattolica e protestante lo definiscono il: “Consolatore”. Nel suo significato più profondo vorrebbe dire: “Amico nel bisogno”. (Padre Aldo Bergamaschi)

Volendo continuare nell’analisi, e per approfondire, mi faccio aiutare da una citazione di Gesù: “Il Regno di Dio non viene con banditori e squilli di tromba. Nessuno potrà dire: Eccolo è qui. Oppure: eccolo è là, perché il Regno di Dio è già dentro di voi, ed è in mezzo a voi”. (Mt. 23-13,36; Lc. 11-37,54; 17-20,21)

Entriamo nella verità. Per noi è il piano dell’immaterialità, per lo spirito è quello della realtà. Che cosa siamo noi esseri umani? Chi siamo? Perché si vive? Chi è Dio? Basta domande alle quali non siamo in grado di dare risposta.

Gesù fa due affermazioni che sono poi i capisaldi della sua predicazione: “Ama il prossimo tuo come te stesso” e “Amatevi come io ho amato voi”, cioè senza profitto: uomo e donna (famiglia), uomo e uomo (rapporti di lavoro), l’uomo e uomini (assetto sociale). (Padre Aldo Bergamaschi)

I Vangeli, secondo la mia opinione, sono portatori di valori spirituali. Cristo, con la sua predicazione voleva aiutarci ad aprire la nostra mente. E di darci la possibilità di capire il senso della vita, e il suo perché (filosofia di vita).

In un’altra sua esortazione dice: “Cercate di diventare perfetti come il Padre che è nei cieli”. Volendo posso dire che ho chiuso il cerchio. Lo Spirito Santo, penso che sia la capacità che dobbiamo raggiungere per la comprensione della verità.

Perché la Verità è spirito e non materia. “Nessun sistema conosciuto può giustificare se stesso”, affermava Kurt Godel, matematico e filosofo austriaco che vuole dire: c’è sempre un perché nell’esistenza.

La verità è nel pensiero creatore. Sta al creato quanto esso sta, o corrisponde, al pensiero del suo creatore. Il pensiero è il Dio del creato, di qualunque natura esso sia. Il pensiero è spirito, il creato è materia.

Si definisce Santo tutto ciò che: creato, al meglio delle sue possibilità. Del pensiero di Dio si può solo pensare che sia perfetto. Non importa se non riusciamo a comprenderne i fini. Ora Gesù ha inserito una chiave di lettura: “L’Amore”.

Riassumendo. Lo Spirito Santo può rivestire i panni dell’avvocato, del consolatore, e dell’amico nel bisogno. E’ già dentro di noi, è in mezzo a noi. Porta con sé il Regno di Dio. Dobbiamo solo convertirci ai valori dell’amore.

E poi agire di conseguenza. Abbiamo sbagliato strada? Gesù però ci aveva avvisato. Non seguite i falsi profeti. Non delegate nessuno a fare quello che dovreste fare voi. La parabola dei servi infedeli merita una rilettura.

Della legge: “Ama il prossimo tuo come te stesso” non abbiamo capito nulla. O forse pensiamo di aver capito qualcosa? Pensate che sia di facile comprensione? Non fatevi ingannare dalla prima parte.

È la seconda parte la chiave di volta per la comprensione: “Se non riusciamo ad amare noi stessi, non saremo in grado di amare”. Punto. Dobbiamo solo fare una piccola ma importante, rivoluzione concettuale volontaria.

Un esempio. In questa società si sente dire, da molte parti, che ciò che nasce dai desideri sono “sentimenti” e poi da questi scaturisce una morale, che poi diventa un valore dell’uomo.

Io affermo che i desideri non sono sentimenti ma sono istinti prodotti dai sensi. I sensi sono legati alla nostra parte materiale. Per esempio parliamo della gelosia: vi sembra che possa essere un sentimento? Ecco perché l’essere umano: “Non ha conosciuto né il Padre e nemmeno Cristo”.

Per soddisfare “mammona”, l’umanità, ha de finalizzato “il perché della vita” e “il come si deve vivere la vita”. Poi si è resa necessaria dare un’immagine di Dio che giustificasse tutto questo, ingannando la coscienza, e non importa se in questo sono comprese anche le più truci nefandezze.

L’umanità, così com’è, religioni comprese, più di un Dio, o di una serie di divinità, ha bisogno di un mago con la bacchetta magica. E se qualcuno pensa che lo Spirito Santo sia come una bacchetta magica si sbaglia.

Come esseri umani sapiens (scusate, mi viene da ridere) non siamo riusciti ad accogliere un semplice messaggio: quello dell’’Amore. E pensare che è dentro di noi, ci appartiene, nasciamo con lui, viviamo di lui, ma non lo conosciamo.

Non siamo stati capaci di comprenderlo, portarne il peso, figuriamoci come riusciremo a portare il peso di tutto quello che Cristo non ci ha detto ma che avremmo potuto scoprire da noi aprendo il nostro cuore.

Ecco spiegato perché lo Spirito Santo non è ancora sceso fra noi. Il suo biglietto di partenza, destinazione: “Razza umana”, non è stato ancora staccato. Anche perché, di questi tempi, le religioni, fanno politica. Auguri a tutti.

Alcune piccole note.

Ci sono tre temi da prendere in considerazione, e mi auguro che i nostri politici, a livello mondiale, passata la sbornia della guerra Russia Ucraina, se ne occupino come Dio comanda (è un modo di dire perché Dio, in tutto questo, non c’entra nulla): perseguendo la pace come unico, e irrinunciabile, bene primario.

La possibilità dello scoppio della terza guerra mondiale. È uno scenario alquanto probabile considerando che l’Europa, a quanto pare, non ha politici in grado di prendersi in carico questa responsabilità in modo serio e ponderato.

Crisi alimentare mondiale. A concorrere in questo quadro sono: da una parte mancanza di prodotti dell’agricoltura primari come il grano, ma più destabilizzante di tutti l’inflazione a questi livelli. A chi giova tutto questo?

Il clima. Che dire. Molto è già stato detto, altro è taciuto per non spaventare i popoli. I sistemi economici, industriali, commerciali, hanno benedetto questa guerra e sperano che duri ancora per molto tempo.

Insistere con questi temi è noioso anche per me che li propongo. Io sono per la soluzione dei problemi e non voglio che assumano proporzioni irrimediabili. Come sapiens abbiamo la possibilità di rimediare ai danni che abbiamo fatto.

Solo la morte, come problema, è irrisolvibile. E le guerre, tutti lo sappiamo, portano morte e distruzione. Non c’è nulla al mondo che valga quanto la vita umana. E noi, come esseri umani detti sapiens, non possiamo dire che siamo innocenti.

M.G.

Le mie analisi seguono una linea spirituale, filosofica e pedagogica. In mancanza dei presupposti di base, passo all’analisi filologica dell’articolo, non teologica.

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