L’ARCA DI NOE’

Non so perché, ma sono anni che con il pensiero ritorno all’Arca di Noè. Questo racconto biblico mi affascina, ma nello stesso tempo pesanti dubbi s’insinuano nella mia mente.

Come lettore e studioso, della Bibbia e dei Vangeli, non ho mai approfondito veramente l’argomento. Per me approfondire significa fare un esame critico al testo e ai dati riportati, in forma laica ma neutrale, al fine di capire di cosa si sta parlando.

E’ arrivato il momento di farmi una mia opinione personale più completa. Coincide con il fatto che ho scritto un articolo che parla di un Nuovo Diluvio Universale. Non voglio fare il profeta, men che meno, il profeta di sventure.

Ma se ci sono tutte le premesse come: lo scioglimento dei ghiacciai ai poli, bisogna pur trovare il coraggio di parlarne apertamente, senza reticenze, guardando in faccia la realtà. Poi ci auguriamo tutti che non si scateni un diluvio. Comunque sia, come abitanti del pianeta terra, siamo nei guai, e grossi.

L’Arca di Noè.

L’arca di Noè è un racconto presente nella Torah, in tutte le Bibbie del mondo e nel Corano. Si ritiene che sia un rifacimento, o un adattamento di testi precedenti di origine Sumera: L’Epopea di Gilgamesh, e Babilonese Artahasis. Ripresi più tardi dalla Letteratura Rabbinica Ebraica e arricchiti nel testo.

Un grande Diluvio Universale è presente nei ricordi di oltre cinquanta popoli del mondo. Significa che mentre imperversava nelle regioni Bibliche, anche in altre parti del pianeta succedeva, quasi, la stessa cosa: piogge devastanti, allagamenti, distruzione e morte con conseguenti estinzioni di massa di umani, animali e vegetali.

Il significato del termine Arca è: cassa di legno o luogo di conservazione di cose e beni. Il termine non si riferisce a una barca, anche se c’è assonanza nei termini. Inoltre ha un’estensione molto vasta fino a identificare un luogo atto a svolgere quelle funzioni come il fondo di una caverna (simile a).

Le dimensioni erano, come da comando Divino, trecento cubiti in lunghezza; cinquanta cubiti in larghezza, trenta cubiti in altezza. Doveva essere costruita con legni resinosi, composta di tre piani: inferiore, medio, superiore, e incatramata per renderla impermeabile. Una porta di entrata a fianco, e un tetto alla sommità.

Incongruenze.

Non si è mai risolto il problema sulla lunghezza del cubito biblico. In realtà, la versione più logica sarebbe l’uso del cubito egiziano: 52,36 cm. Quello ebraico è di: 44,45 cm, solo che a quei tempi non esisteva uno stato ebraico, ma c’era l’Egitto come nazione organizzata politicamente, socialmente, militarmente.

Come evoluzione si era fra il Mesolitico e il Neolitico. Non era ancora stata inventata la tecnica della lavorazione dei metalli: Paleolitico Superiore. Non si sa se esistevano agglomerati urbani con case fatte di mattoni. L’attività principale veniva dall’allevamento di animali in una vita impostata sul nomadismo.

La struttura sociale era la formazione di Clan familiari con a capo un Patriarca, la moglie, suoi figli con mogli e nipoti. Questa era anche la formazione della famiglia di Noè. In quanti entrarono nell’Arca, è un dibattito ancora aperto. Si va da un minimo di otto persone fino a seicento.

Anche sulla durata del diluvio nulla di certo. Da un massimo di un anno e dieci giorni, a un minimo di quaranta giorni, secondo la versione di due tradizioni: quella Sacerdotale e quella Jahvista. Le differenze sono anche nel numero delle coppie di animali imbarcati e dai flussi dell’acqua: “Le acque sopra e sotto la terra, rinchiuse là all’inizio, fecero irruzione sulla terra, mentre le acque del diluvio, seconda versione, furono le piogge ininterrotte per quaranta giorni e notti”. 

Costruzione dell’Arca.

Utilizzando come unità di misura il cubito egiziano, la lunghezza dell’Arca arriva a 157 metri circa; la larghezza di 50 cubiti corrisponde a 26 m circa; l’altezza di 30 cubiti sono 15,7 m circa. Riassumendo: L 157 m x l 26 m x H 15,7 m. Misure straordinariamente grandi per i mezzi di quei tempi.

Il comando Divino indicava come materiali per la costruzione alberi con legno resinoso. Ci sono state diverse traduzioni del testo biblico, non del tutto concordi. Seguendo una logica orientata alla soluzione del problema, si potrebbe indicare nei Cedri del Libano, gli alberi idonei per la sua costruzione.

Ampiamente diffusi in Libano e nelle zone adiacenti, sono citati per la consistenza del legno resinoso, per la grandezza del fusto, e per l’altezza delle piante. Nei testi, non solo biblici, sono descritte intere foreste di questi alberi. Cresce negli altipiani e alle pendici dei monti sopra i 1.400 metri di altezza.

Qui iniziano non solo le difficoltà per la costruzione dell’Arca, ma i dubbi sulla sua effettiva realizzazione si fanno sempre più pressanti. Prima di analizzare i pro e i contro ricordo che manca un elemento di vitale importanza: il catrame, o un suo derivato, per impermeabilizzarla.

Organizzazione per la costruzione.

Innanzi tutto il manufatto che Noè doveva costruire era un parallelepipedo rettangolare con le misure sopra citate e non una barca. Con due ponti intermedi suddivisi in celle. Con le sue straordinarie misure, il peso finale, avrebbe superato le centinaia di tonnellate. Non è fatta menzione della costruzione di un cantiere per la posa dei fusti di albero, e la loro lavorazione.

Facendo conti molto approssimativi, gli alberi da abbattere e trasportare, da qualsiasi posto si trovassero, si aggirano dalle 25.000 alle 30.000 unità. Tutti a fusto alto, e con un diametro non inferiore ai 60/70 cm.

Lavorati sul posto da squadre di boscaioli che li scortecciavano, segavano i rami per poi mandarli da Noè. Teniamo presente, che ogni pianta, anche se lavorata e squadrata, con quel tipo di legno e le misure citate, pesa più di un quintale al metro.

Gli affioramenti di derivati dal petrolio come il catrame non erano rari in quelle zone, ma si trovavano prevalentemente in posti pianeggianti. Il problema dunque era nel numero dei recipienti e i mezzi di trasporto nell’area di lavorazione. Come unità di misura per il peso del catrame, uso quella dell’acqua per semplificare: 1 lt = 1 kg.

La zona più idonea per la costruzione dell’Arca è su un altipiano piuttosto esteso e possibilmente con alcune grotte nelle vicinanze. Una parte pianeggiante con base rocciosa per sostenere il suo notevole peso una volta terminata.

Vicino al cantiere un baraccamento per materiali e utensili, e una serie di capanne o casette, costruite appositamente, per tutti i lavoratori addetti con famiglie e animali al seguito.

Ostacoli da superare.

Una volta terminata, l’Arca avrebbe avuto un’estensione lineare di 14.624 mq Di cui 9504 mq composti dalle pareti perimetrali e 5.120 mq sono i due piani divisori interni Sappiano della necessità di impermeabilizzare l’Arca dentro e fuori per impedire all’acqua di penetrarla e allagarla.

Non risulta che Noè avesse a disposizione un progetto per la sua realizzazione. E nemmeno che il Dio, che lo aveva avvisato del diluvio, gli avesse fornito un modellino in scala. Non si sa in quanto tempo l’abbia costruita e quanti erano gli addetti, consapevoli o non del perché, alla sua costruzione.

Perché avesse una staticità e robustezza adeguata, l’Arca doveva essere fatta con doppie pareti esterne e pavimentazione rinforzata. Con travi di sostegno e di contenimento ogni cinque, sei metri. Tutto bloccato da incastri, puntoni e pioli. Purtroppo non conosciamo gli attrezzi a disposizione di Noè e dei suoi aiutanti.

Il raddoppio delle pareti ha come conseguenza la moltiplicazione degli alberi da tagliare, ma non solo. L’arca arriva a pesare molte tonnellate di più. Anche per l’impermeabilizzazione uguale discorso. Un aumento del catrame da trovare e del numero dei vasi in cui metterlo, porta anche a una crescita esponenziale del suo peso.

Un breve calcolo. Se portiamo gli alberi da tagliare a 40.000, tanto per fare un conto facile, il loro peso sarà di circa 200.000 quintali solo di legno. Uguali a 20.000 tonnellate. Ovunque fossero, il loro trasporto sarebbe stato un notevole problema.

Se nell’Arca è catramata la pavimentazione doppia, idem per le pareti, il tetto, dentro e fuori, escludendo i piani intermedi si ha una metratura in metri quadri di 32.896. Utilizzando cinque kilogrammi per metro quadro di pece o catrame, si arriva a un peso del liquido di 1.644 quintali pari 164,4 tonnellate circa.

Considerazioni finali.

E’ ovvio che questo manufatto a forma di parallelepipedo rettangolare non poteva in nessun modo navigare. I motivi erano svariati. Il primo è che una nave di queste dimensioni è stata costruita, con strumenti moderni, nei cantieri navali tedeschi solo 1902 e si chiamava Preussen. Aveva lo scafo in acciaio e legno nelle fiancate. Dotata di cinque alberi per le vele e del peso di 11.600 tonnellate a pieno carico. (da Velieri più grandi, voce lista, Wikipedia enciclopedia libera)

Un altro motivo erano le dimensioni e il peso. In balia di acque tumultuose, come è scritto, si sarebbe spezzata in due facilmente o disintegrata contro le rocce.

Inoltre gli animali non sono un carico stabile. Una coppia di elefanti pesa in media dalle otto alle dodici tonnellate di peso. Una coppia di rinoceronti è fra le quattro e le sette tonnellate di peso. Due ippopotami pesano tre tonnellate circa.

Il tetto non doveva sigillare l’Arca. Primo perché a un certo punto sarebbe mancato l’ossigeno. Secondo, dove avrebbero preso l’acqua per dissetare le persone e gli animali? Inoltre non ci sarebbe stata la luce del giorno. Noè poteva usare un derivato del petrolio per le lampade, ma il fuoco consuma ossigeno e brucia la paglia.

L’Arca, a mio avviso, doveva essere saldamente ancorata al terreno sul quale era stata costruita. Ma non solo. Il luogo ideale era su un altipiano con la base rocciosa per sostenerne il peso. A fianco, un’alta parete rocciosa per proteggerla dai venti e dall’acqua piovana. L’altipiano avrebbe anche consentito alle acque piovane di scorrere verso il basso evitando l’allagamento del sito.

La mia opinione.

Partiamo da Noè. Era un patriarca. Capo clan con tre figli, nuore, nipoti, parenti vari, e dipendenti. Conosciuto da tutto il panteon divino esistente. Probabilmente anche sacerdote, fedele a Jahweh, il dio dell’esodo.

Monte Ararat: Montagna degli dei o Monte del dolore in lingua turca. E’ la più alta montagna della Turchia. La sua vetta supera i 5.000 metri. Ha due coni vulcanici. Uno è la vetta, il Grande Ararat, e l’altro, il Piccolo Ararat, altezza di circa 3.8 chilometri, e distante quindici dalla vetta.

L’arca, così come la troviamo nei testi ufficiali, con quelle dimensioni e soprattutto di quel peso, Noè, non può averla costruita. Ci sarebbero voluti centinaia, se non migliaia di addetti. Un’infinità di carri e animali per il trasporto degli alberi e le migliaia di anfore per la pece. Attrezzi e attrezzature da grande industria. Competenze e progettualità. Acciaio per gli utensili e fonderie per lavorare i metalli.

Nulla di questo esisteva. Ad ogni modo, non ritengo che l’Arca di Noè sia solo un mito. Penso che sia una storia realmente accaduta, trasformata in un racconto mitologico e fiabesco per esigenze teologiche dalle religioni.

Nella storia del nostro pianeta si sono succedute ere in cui avvennero sia lo scioglimento dei ghiacciai sia nuove glaciazioni. Fior di geologi, ha documentato di sedimenti che testimoniano l’avvicendarsi di questi sconvolgimenti nella storia del nostro pianeta. L’estinzione di massa delle creature viventi è documentata nei trattati scientifici. Poi, lentamente, il ritorno della vita, nei millenni seguenti.

Credere a un Diluvio Universale accaduto quasi diecimila anni fa non è difficile. Anche le grandi alluvioni avvenute a seguito dell’esondazione dei fiumi Tigri, Eufrate e loro affluenti, con effetti disastrosi, sono documentate dalla storia.

Certamente non come il diluvio e l’Arca di Noè. Qualcosa di catastrofico, e senza precedenti, tanto da essere tramandato fino a noi, deve essere accaduto.

Storia o fantasia.

Credere all’Arca come raccontato nella Bibbia si fa più fatica. Noè può aver fatto una cosa più semplice. Avvisato dell’approssimarsi di un diluvio ha cercato un luogo dove rifugiarsi: per esempio un altipiano. Salvo che abitasse già in luogo che corrispondesse a questi requisiti.

Immaginiamo che abbia trovato sul Monte Ararat, il posto adatto per lui, i suoi familiari e il suo seguito, formato di ottanta, cento individui circa. Si costruirono i ripari per le persone, come case su piccole palafitte, e poi uno stallaggio rinforzato per gli animali, elementi vitali per la loro sopravvivenza.

Questa stalla, probabilmente, aveva le caratteristiche di un’arca, ma con misure molto più ridotte. Immagino anche che nelle vicinanze ci fosse una grande grotta, simile a quelle utilizzate anticamente dagli esseri umani.

Questa piccola Arca, viene costruita con le indicazioni di quella grande: tronchi resinosi, impermeabilizzazione con pece bollente, una porta laterale in basso, un tetto leggermente spiovente alto un cubito sopra, come da testo biblico, un piano intermedio o due, per il cibo degli animali, e ricovero estremo per le persone.

L’unico ostacolo alla realizzazione del progetto era il tempo a disposizione. Ma, cinquanta, sessanta, persone adulte, possono fare molto lavoro in poco tempo.

Ultima ipotesi.

L’ultima possibilità non citata è quella che Noè abitasse con la sua comunità in quelle zone del monte Ararat. Che avessero già costruito abitazioni e stalle per l’insediamento della sua comunità. A questo punto, con alcuni lavori di rinforzo delle strutture esistenti, il problema si sarebbe risolto.

Non ritengo, l’affermare che Noè abitasse già nei pressi dell’Ararat, il monte degli Dei, sia un eccesso di fantasia. Noè era: “Un uomo giusto e integro, e camminava con Dio”. Letterale dalla Bibbia. (Genesi 6 – 9,10)

Il monte Ararat è la Montagna degli Dei.

                                                                                                                               Mario Garretto

Contributi:

La Bibbia di Gerusalemme Edizioni Dehoniane Bologna EDB

La Bibbia nuovissima edizione dai testi originali Edizioni Paoline

Wikipedia enciclopedia libera:

https://it.wikipedia.org/wiki/Arca_di_No%C3%A8

Dimensioni – Edward Hichs l’imbarco degli animali

ERE DELLA TERRA – CRONOLOGIA – Storiologia

www.storiologia.it/universale/erestoria/erastoria.htm

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